L'americana rompe il silenzio dopo l'infortunio di Cortina: "Ho una frattura alla tibia, saranno necessari altri interventi"
"Ho rischiato, era giusto provarci. Mi sono rotta la tibia, dovrò operarmi diverse volte. L'infortunio al legamento crociato non c'entra nulla con la caduta". Lindsey Vonn rompe il silenzio dopo il grave infortunio accusato nella discesa libera olimpica di Cortina. La 41enne statunitense, sottoposta a due operazioni a Treviso, ha pubblicato un lungo post per fare il punto sulle sue condizioni e, con ogni probabilità, dare l'addio allo sci. "Ieri il mio sogno olimpico non si è concluso come avrei voluto. Non è stato un finale da favola, è stata semplicemente la vita. Ho sognato e ho lavorato duramente per realizzare il sogno. Perché nelle gare di discesa libera la differenza tra una linea strategica e un infortunio catastrofico può essere di soli 15 centimetri", scrive la fuoriclasse americana, pubblicando anche la foto che documenta il momento chiave dell'incidente.
Vonn ricostruisce il momento della caduta, avvenuta dopo circa 13 secondi di gara: "Ero semplicemente su una linea troppo stretta di 15 centimetri quando il mio braccio destro si è agganciato all'interno della porta, mandandomi in rotazione e causando la caduta". La statunitense si è presentata al via nonostante la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro accusata 10 giorni fa. Quella lesione, dice, non ha causato l'infortunio di Cortina: "Il mio legamento crociato anteriore e gli infortuni passati non hanno avuto nulla a che fare con la caduta. Purtroppo, ho subito una frattura complessa della tibia che al momento è stabile ma richiederà diversi interventi chirurgici per essere riparata correttamente", dice fornendo aggiornamenti sulle sue condizioni.
Quindi, la riflessione e la lezione: "Sebbene la giornata di ieri non si sia conclusa come speravo, e nonostante l'intenso dolore fisico che ha causato, non ho rimpianti. Essere lì al cancelletto di partenza ieri è stata una sensazione incredibile che non dimenticherò mai. Sapere di essere lì con la possibilità di vincere è stata già una vittoria. Sapevo anche che gareggiare sarebbe stato un rischio. Questo è sempre stato e sarà sempre uno sport incredibilmente pericoloso".
"E proprio come nelle gare di sci, nella vita corriamo dei rischi. Sogniamo. Amiamo. Saltiamo. E a volte cadiamo. A volte il nostro cuore va in pezzi. A volte non realizziamo i sogni che coltiviamo. Ma questa è anche la bellezza della vita: possiamo provarci. Ho provato. Ho sognato. Ho saltato", prosegue la fuoriclasse.
"Spero che se imparerete qualcosa dal mio percorso, sia avere tutti il coraggio di osare. La vita è troppo breve per non rischiare. Perché l'unico fallimento nella vita è non provarci. Credo in voi, proprio come voi avete creduto in me", conclude.