La riunione dei Ministri della Difesa della NATO del 18 giugno a Bruxelles, l'ultima prima del Vertice di Ankara previsto per luglio, è stata dominata dall'intervento del Segretario alla Difesa americano Pete Hegseth, che ha annunciato una revisione del contingente militare statunitense in Europa della durata di sei mesi. Hegseth ha dichiarato che la revisione sarà progettata per assicurare che la NATO si muova rapidamente e in modo irreversibile verso una leadership europea nella difesa del continente, aggiungendo che alcuni Paesi la supereranno e altri no.
"Questa alleanza sta attraversando una trasformazione epocale, probabilmente la più grande della sua storia, per costruire la NATO 3.0, e ovviamente questo significa anche che ci saranno delle difficoltà. È un percorso accidentato. Ci saranno dibattiti, discussioni, ed è un bene", è stata la sintesi del Segretario generale della NATO Mark Rutte nella conferenza stampa al termine della ministeriale. Sul tavolo rimane il tema delle risorse da destinare alla difesa. "Oltre 90 miliardi di spesa extra per la difesa nel 2025 sono una cifra storica" ma "bisogna chiedersi se non sia possibile spendere di più", ha aggiunto Rutte, notando che gli USA "per anni hanno speso molto di più di Europa e Canada assieme". Sul fronte della spesa, 31 dei 32 Paesi membri hanno raggiunto il 2% del PIL in spesa per la difesa nel 2025, rispetto ai 18 che lo avevano fatto nel 2024, mentre l'obiettivo fissato al Vertice dell'Aia è portare la spesa al 5% del PIL entro il 2035. Hegseth ha precisato che gli Stati Uniti investiranno 1.500 miliardi di dollari nella propria difesa nel 2027, aggiungendo che questo "arsenale della libertà" protegge prima di tutto gli interessi americani ma funge anche da garanzia per gli alleati.
Nel corso della ministeriale, il Ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha preso parte a numerosi incontri bilaterali, tra cui quello con il suo omologo ucraino Mykhailo Fedorov, nel quale Crosetto ha confermato il pieno sostegno italiano. I due ministri hanno condiviso l'interesse a rafforzare la cooperazione industriale nel settore della difesa, valorizzando l'esperienza operativa maturata dall'Ucraina sul campo, definita "un patrimonio prezioso di innovazione e capacità operative che può contribuire a rafforzare la sicurezza collettiva dell'Europa".
La ministeriale di Bruxelles si è chiusa quindi con due messaggi distinti: da un lato la crescita documentata della spesa europea per la difesa; dall'altro un avvertimento esplicito di Washington, che subordina il proprio impegno militare sul continente alla velocità con cui gli alleati assumeranno la responsabilità primaria della propria sicurezza, prima del Vertice di Ankara.