"Il valore rimane l'unità del centrodestra: bene che tutta la coalizione si sia attestata sull'idea di un politico per Milano". Lo dice in un'intervista all'AdnKronos Alessandro Colucci, deputato e coordinatore di Noi Moderati in Lombardia.
Deadline per il candidato del centrodestra: 30 settembre?
"Entro settembre noi dobbiamo decidere il programma e scegliere il candidato per Milano. In questo modo avremo otto mesi per presentare alla città l'idea che abbiamo della Milano dei prossimi quindici anni. È un bene dal nostro punto di vista che tutta la coalizione finalmente si sia attestata come noi sull'idea di un politico, perché anche questo è un punto su cui il centro-destra sta concordando e lo salutiamo positivamente".
Sempre su Milano: è scontato il vostro appoggio al candidato di centrodestra?
"Guardi, il valore più importante del centrodestra è la nostra unità, che non è assolutamente in discussione: esiste da trent'anni, siamo quattro partiti con sensibilità diverse, ma dopo ogni occasione di confronto siamo sempre stati uniti nelle scelte e lo saremo anche per le prossime elezioni amministrative. Lupi, Tajani, Salvini e Meloni si vedono, si sentono ogni giorno e decideranno su tutte le città capoluogo che vanno a scadenza, tenuto conto del contributo di tutti. Chi tenta di dividere il centrodestra imbocca una strada sbagliata, l'unità non è in discussione".
Per ora l'unico candidato certo è Burgio di Futuro Nazionale, ha già detto che da uomo di destra potrebbe persino fare un passo indietro qualora si trovi la quadra a destra. Accettereste mai di stare in coalizione con il partito di Vannacci?
"In questo momento Futuro nazionale è lontano anni luce da noi. Ha votato sempre con l'opposizione contro provvedimenti che noi reputiamo molto importanti: il piano casa e il decreto sicurezza. Il deputato Vannacci ha votato, come Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli. Oggi è il miglior alleato del campo largo. Il tema è che la realtà aiuta più delle intenzioni: ormai il leader dell'opposizione è Vannacci insieme a Schlein, Conte e Fratoianni. Se Vannacci pensa di affrontare le priorità dell'Italia con l'intelligenza artificiale, con i video e con il delirante e inconsistente programma elettorale che abbiamo letto tutti, ovviamente non ci sono le condizioni"
Siete preoccupati da quanto accaduto in Germania con Afd. Pensate che nei confronti di Vannacci vada riproposto quello che fu la teoria dell'arco costituzionale?
"Io non attribuirei a una consultazione regionale come il voto in Sassonia un significato troppo ampio, applicabile addirittura automaticamente all'Italia. È un voto regionale, non va per niente né sottovalutato né sovraccaricato di significato. Ma una cosa è certa: nessun voto può far cadere la pregiudiziale nei confronti di partiti estremisti come è ad oggi quello di Vannacci. Noi abbiamo una responsabilità, che è quella di governare e continuare a cambiare l'Italia. Vannacci oggi promuove pulsioni antidemocratiche fuori dal perimetro della Costituzione: razzismo, diseguaglianza, sessismo".
Rimane però un segno politico quanto accaduto in Sassonia
"Certamente l'Europa deve cambiare passo rendendo più efficace le politiche su migranti, sulla sicurezza, rilanciando la crescita, l'inclusione sociale. Serve un cambio di passo non solo nel metodo ma anche nel merito: occorre superare le posizioni ideologiche - come sulle imprese automobilistiche e la transizione ecologica - che sicuramente sono state dannose. Altrimenti ci sarà sempre più lo spirito anti-europeista. E glielo dice chi è convinto dell'importanza dell'Europa ed è un forte sostenitore dell'Europa tenuto conto che Noi moderati è iscritto al Partito Popolare Europeo".
Avete mai avuto la tentazione di sostenere Calabresi di cui pare imminente la candidatura?
"No, l'unità del centrodestra è fondamentale. Poi Calabresi, che pure stimo come persona e professionista, offre una proposta politica in continuità con questi 15 anni in cui Milano è diventata una città allo sbando, senza una visione, senza una strategia e che non ha dato risposte alle grandi emergenze".
Una Milano allo sbando?
La sinistra non ha dato risposta alle grandi emergenze, in primis la sicurezza che è la priorità: ci sono milanesi terrorizzati per il clima di insicurezza che si respira, con gli affitti delle case che hanno raggiunto cifre impressionanti, costo medio 1800 euro al mese per un appartamento di 60 metri quadrati. Devo dirle che è una città in questo momento respingente, allora complessivamente Milano ha perso la sua capacità di essere la famosa "Milan col coeur in man".