La maggioranza ha presentato una nuova versione della proposta di riforma della legge elettorale alla Commissione Affari costituzionali della Camera, dove era già in corso l’esame in sede referente del testo precedente. Il nuovo impianto introduce alcune modifiche significative rispetto alla proposta originaria, intervenendo sia sui meccanismi di attribuzione del premio di governabilità sia sulla distribuzione dei seggi nelle due Camere, oltre che su aspetti procedurali del voto. Tra i principali cambiamenti figura l’innalzamento della soglia necessaria per ottenere il premio di governabilità, che passa dal 40% al 42%. Questo elemento mira a rafforzare il criterio di rappresentatività della forza politica o coalizione vincente, richiedendo un consenso elettorale più ampio per accedere al premio. Contestualmente, viene ridimensionato il numero massimo di seggi attribuibili grazie al premio stesso: alla Camera dei deputati si passa da un tetto di 230 a 220 seggi, mentre al Senato la soglia scende da 113 a 112. Si tratta di un intervento che, nelle intenzioni dei proponenti, dovrebbe garantire un equilibrio maggiore tra governabilità e rappresentanza parlamentare. Un’altra novità rilevante riguarda la soppressione dei turni di ballottaggio, che erano previsti nella versione precedente della proposta. L’eliminazione di questo meccanismo modifica in modo sostanziale il processo di assegnazione del premio di maggioranza, puntando su un esito determinato esclusivamente dal primo turno elettorale. Parallelamente, il testo introduce misure volte a migliorare la sicurezza del voto degli italiani residenti all’estero. In particolare, è previsto un sistema anti-contraffazione per garantire l’autenticità delle schede e prevenire possibili irregolarità nel voto per corrispondenza. Questa innovazione si inserisce nel più ampio dibattito sulla trasparenza e l’affidabilità delle procedure elettorali fuori dal territorio nazionale. Sul piano procedurale, il presidente della Commissione Affari costituzionali ha comunicato l’avvio di un ciclo di brevi audizioni informali, fissate per mercoledì 3 giugno, con l’obiettivo di raccogliere contributi e osservazioni sul nuovo testo da parte di esperti e soggetti istituzionali. Inoltre, è già stata calendarizzata la discussione in Assemblea alla Camera, prevista per il 26 giugno, segno della volontà di procedere con un iter legislativo relativamente rapido. La presentazione della nuova versione della riforma ha suscitato immediate reazioni politiche. In particolare, le opposizioni hanno espresso critiche decise, contestando sia il metodo sia il merito delle modifiche introdotte. Le riserve riguardano, tra gli altri aspetti, l’equilibrio tra governabilità e rappresentanza e la scelta di intervenire su un tema considerato particolarmente sensibile per il funzionamento del sistema democratico. Nel complesso, il nuovo testo si inserisce in un percorso di revisione della legge elettorale che resta oggetto di un confronto acceso tra le forze politiche, chiamate a valutare gli effetti delle modifiche proposte sul sistema istituzionale e sull’esito delle future competizioni elettorali.