Missili e droni raggiungono l'aeroporto internazionale, stop al traffico aereo. Teheran rivendica attacchi contro basi americane. Trump: "Hanno accettato di non avere arma nucleare, vorrei incontrare Khamenei"
Nuova escalation tra Iran e Stati Uniti nel Golfo Persico, mentre restano appese a un filo le trattative per porre fine alla guerra. Washington e Teheran si accusano reciprocamente di nuove azioni militari, in uno dei più gravi scambi di attacchi dall'entrata in vigore del cessate il fuoco dello scorso aprile.
Le forze armate iraniane hanno rivendicato attacchi missilistici e con droni contro obiettivi militari americani nella regione, inclusa la sede della V Flotta Usa in Bahrein, sostenendo di aver agito in risposta a raid statunitensi sull'isola iraniana di Qeshm, nello Stretto di Hormuz.
L'Irgc ha inoltre rivendicato il lancio di almeno dieci missili balistici contro il Kuwait, definendo l'operazione una "prima risposta" e avvertendo che eventuali nuove azioni americane saranno seguite da una rappresaglia "diversa e più severa". Colpito il Terminal 1 dello scalo, provocando un morto e 63 feriti, ha riferito il Ministero degli Esteri kuwaitiano, condannando i ripetuti attacchi iraniani contro infrastrutture civili e strategiche del Paese. Eseguiti sette interventi chirurgici d'emergenza. Una fonte ha precisato all'Afp che la persona morta nell'attacco aveva nazionalità indiana.
Le autorità del Kuwait hanno dichiarato di aver rilevato 30 missili balistici e droni lanciati in quello che hanno definito un "vile attacco iraniano". Secondo il portavoce del ministero della Difesa, Saud Abdulaziz al-Atwan, "dall’alba le forze armate hanno rilevato e intercettato 13 missili balistici ostili nello spazio aereo kuwaitiano". I missili, ha precisato, sono stati abbattuti sopra diverse aree residenziali, con la caduta di alcuni detriti. "Le forze armate hanno inoltre rilevato e neutralizzato 17 droni ostili. Questa vile aggressione iraniana ha preso di mira infrastrutture civili e strategiche", ha aggiunto il portavoce.
Le ostilità sarebbero iniziate quando le forze armate statunitensi hanno colpito con un missile Hellfire una petroliera battente bandiera del Botswana diretta verso il terminal petrolifero iraniano di Kharg. Secondo il Comando Centrale Usa (Centcom), la nave non avrebbe rispettato il blocco imposto da Washington ai porti iraniani e sarebbe stata "neutralizzata". In risposta, Teheran ha lanciato missili contro la nave mercantile 'Panaya', battente bandiera liberiana avverte, avvetendo che qualsiasi minaccia alla sicurezza dello Stretto di Hormuz comporterà "un prezzo elevato" per le forze americane.
L'escalation più significativa è però arrivata dopo che gli Stati Uniti hanno condotto quello che il Pentagono definisce un raid "di autodifesa" contro una stazione militare di controllo a terra sull'isola iraniana di Qeshm. Il Centcom sostiene che l'operazione è stata effettuata in "risposta ai tentativi di attacco da parte dell'Iran in tutto il Medio Oriente",
I media iraniani riferiscono inoltre di esplosioni udite a Erbil, nel Kurdistan iracheno, e dell'attivazione delle sirene d'allarme in Arabia Saudita. Al momento non risultano conferme indipendenti delle segnalazioni.
Le nuove tensioni arrivano in un momento particolarmente delicato sul fronte diplomatico. Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi sulla sospensione dei colloqui tra Teheran e Washington, diversi media iraniani sostengono ora che i negoziati siano ancora in corso. Anche il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato ad ABC News di ritenere possibile, "entro la prossima settimana", un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz e per il prolungamento del cessate il fuoco con l'Iran.
L'Iran ha accettato di non avere un'arma nucleare, ha detto Trump, parlando al podcast 'Pod Force One' di Miranda Devine. "Poi possono cambiare idea, ma quella è stata la cosa principale", ha aggiunto.
Trump ha affermato inoltre di volere incontrare la Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei: "E' coinvolto nei negoziati, nutrono molto rispetto verso di lui. Non ho avuto il privilegio di incontrarlo. Sento che non sta molto bene: gli mancano diverse parti". Il presidente americano si è detto possibilista sul futuro dei rapporti con la nuova leadership iraniana: "Sembiamo andare molto d'accordo con l'ayatollah. Vorrei incontrarlo e penso che lo incontrerò a un certo punto".