Riforma porti e ddl sicurezza subacquea, come cambia la politica italiana sul Mediterraneo

05 febbraio 2026 | 12.03
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La politica italiana sul Mediterraneo si evolve attraverso due provvedimenti principali: la riforma dei porti e il ddl sulla sicurezza subacquea. Il Consiglio dei Ministri, a fine dicembre scorso, ha approvato senza riserve la riforma dei porti, segnando un passaggio decisivo per il futuro della logistica e dell’economia marittima italiana. Al centro del nuovo assetto, la nascita di Porti d’Italia Spa, una società pubblica partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e vigilata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, chiamata a svolgere un ruolo di regia nazionale. La nuova società sarà responsabile della gestione dei grandi investimenti infrastrutturali strategici, della manutenzione straordinaria, dell’individuazione delle opere di interesse economico generale e della promozione unitaria del sistema portuale italiano sui mercati internazionali. Le 16 Autorità di Sistema Portuale restano pienamente operative e manterranno la gestione territoriale degli scali, la manutenzione ordinaria e il rilascio delle concessioni, ma vengono sollevate dal peso finanziario delle grandi opere. Il nuovo equilibrio economico è garantito dalla capitalizzazione di Porti d’Italia Spa attraverso l’utilizzo degli avanzi di amministrazione non vincolati del sistema, consentendo alle Autorità di concentrarsi sull’efficienza operativa e sullo sviluppo locale. Sull’altro fronte, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 27 gennaio, è stato compiuto l’ultimo passo per l’introduzione di un quadro normativo organico che disciplina una dimensione sempre più complessa e strategica, quella delle attività subacquee. Sotto il livello del mare, infatti, si svolge una serie di attività essenziali quali la posa e la manutenzione di cavi e condotte, l’utilizzo di mezzi avanzati, il monitoraggio ambientale, la ricerca scientifica. Il provvedimento, in vigore a partire dall’11 febbraio, è articolato in VI Capi: Politiche della dimensione subacquea; Agenzia per la sicurezza delle attività subacquee; Navigazione subacquea, mezzi e infrastrutture; Attività subacquee e iperbariche; Sanzioni; Disposizioni finali e transitorie. Particolarmente rilevante, l’istituzione dell’Agenzia per la sicurezza delle attività subacquee a tutela degli interessi nazionali, dotata di autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, contabile e finanziaria nei limiti di quanto stabilito dalla legge. Tra i compiti dell’Agenzia, ricordiamo: coordinare la cooperazione europea in materia subacquea; coordinare e controllare le attività subacquee civili per evitare interferenze con attività militari; definire i requisiti tecnici per l’abilitazione al comando e alla conduzione di mezzi subacquei; concorrere alla promozione di attività legate allo sviluppo di capacità tecnologiche e scientifiche in materia subacquea; promuovere la cultura della sicurezza della navigazione e delle attività subacquee; promuovere accordi internazionali per la partecipazione dell’Italia a programmi sulla dimensione sottomarina; prescrivere l’installazione su mezzi e infrastrutture subacquee di strumenti e sensori per il monitoraggio sismico, ambientale, di sicurezza, la rilevazione di eventuali minacce, la condivisione di dati e informazioni.

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