Tra le conseguenze del protrarsi della chiusura dello stretto di Hormuz vi sono rischi per la sicurezza alimentare e per il commercio dei fertilizzanti con ripercussioni in particolare per i Paesi più vulnerabili. Queste tematiche sono state al centro di un vertice ministeriale indetto presso la Farnesina e presieduto dal Ministro degli Affari esteri Antonio Tajani e dal Direttore Generale della FAO, a cui hanno partecipato i rappresentanti dei governi di circa 40 Paesi, di organizzazioni internazionali e regionali, tra cui il Consiglio di Cooperazione del Golfo e la Lega Araba. Al centro dei lavori, la messa a punto di misure operative per garantire la continuità delle forniture alimentari e dei fertilizzanti necessari alle attività agricole, ciò anche alla luce delle conseguenze della crisi in Medio Oriente e nel Golfo che, tra l’altro, ha causato oltre 24 milioni di sfollati molti dei quali hanno bisogno di urgenti interventi umanitari. In particolare, in ambito di fertilizzanti, la Farnesina ricorda che circa un terzo delle esportazioni provengono dall’area del Golfo e che l’attuale situazione si ripercuote sulla catena agroalimentare causando rischi concreti per diversi Paesi dell’Africa, ma anche Palestina, Somali, Yemen. In occasione del vertice è stata presentata la Coalizione di Roma per Hormuz, una piattaforma di dialogo e collaborazione tra i Paesi maggiormente interessati al fine di sostenere la continuità dei flussi di approvvigionamento e rafforzare la resilienza dei sistemi agroalimentari.
Il comunicato della Farnesina