Da un bacio di 67 anni fa ai canguri visti in Australia, in 60 Rsa un progetto salva i ricordi degli anziani

In vista della Giornata mondiale dell'Alzheimer (21 settembre) l'iniziativa del Gruppo Kos nella rete di strutture Anni Azzurri

Il matrimonio di Giorgio, oggi 95enne, che ha ricordato il primo bacio dato alla moglie (foto fornita dal Gruppo Kos)
Il matrimonio di Giorgio, oggi 95enne, che ha ricordato il primo bacio dato alla moglie (foto fornita dal Gruppo Kos)
Aggiungi Adnkronos come fonte preferita
17 settembre 2026 | 19.41
LETTURA: 4 minuti

Un timido bacio di 67 anni fa, i canguri visti in Australia, una vespa bianca e una luna rossa su Rimini. Sono i ricordi che resistono al passare del tempo, saldi nella memoria degli anziani. Ricordi di amore, amicizia, famiglia e viaggi. Momenti da custodire, da salvare. E' la missione del progetto 'L'Albero dei ricordi - la memoria condivisa non si perde', realizzato durante l'estate 2026 nella rete di Rsa Anni Azzurri. Un progetto che ha raccolto, grazie al dialogo con gli operatori, oltre 500 ricordi degli ospiti, in vista della Giornata mondiale dell'Alzheimer (21 settembre), con l'obiettivo di restituire valore e visibilità al vissuto di ciascuno e di conservarne la memoria. Il progetto ha coinvolto le 60 Rsa distribuite in tutta Italia, con narratori tra gli 80 e i 95 anni. Ogni ricordo è stato trascritto e trasformato in una foglia di carta viola, fino a comporre, struttura per struttura, un albero simbolico che rappresenta la memoria collettiva della rete.

Dai racconti emergono temi ricorrenti: l'amore e il matrimonio, il pianto di gioia dopo la nascita di un figlio (Angela, 84 anni), la soddisfazione per il lavoro fatto bene di una segretaria stimata dal presidente della banca dove lavorava (Antonia, 82 anni), un chirurgo che ricorda la gioia dopo un'operazione riuscita (Isacco, 87 anni). E poi i momenti di pace: le camminate solitarie nei boschi in cerca di funghi (Giovanni, 84 anni), il gelato di una giovane coppia di sposi sul lago di Lecco nel 1957 (Beniamino, 91 anni), una gita a Rimini in Vespa bianca sotto una luna rossa, appena sposati (Luigina, 80 anni), i giri a Bergamo Alta con gli amici permessi solo a chi era andato bene a scuola (Alessandrina, 89 anni), e una sera lontana in cui un ragazzo invita a ballare una ragazza e balla con lei tutta la sera (Clara, 86 anni).

Maria, 80 anni, di Milano, racconta invece di un viaggio in Australia, tra canguri e koala visti da vicino per la prima volta e lunghi tragitti in auto tra una città e l'altra. Ricorda l'Opera House di Sydney vista dal vivo, e soprattutto l'accoglienza degli australiani incontrati lungo il percorso, sorpresa scoprire quanto amassero l'Italia e gli italiani. Giorgio, 95 anni, di Rapallo, racconta invece del primo bacio a sua moglie: lo ricorda come fosse oggi, "timido, quasi una prova, ma fu un impegno per sempre". Succedeva 67 anni fa.

A raccogliere questi racconti, giorno per giorno, sono gli educatori delle strutture. "Ogni foglia dell'albero - racconta Salvatore Lo Medico, coordinatore degli educatori Anni Azzurri - nasce da un ascolto vero, senza fretta: spesso è la prima volta che quel ricordo viene raccontato a qualcuno. Il nostro compito non è soltanto raccogliere aneddoti, ma soprattutto dare a chi li racconta il tempo e l'attenzione perché quel ricordo torni a contare per lui, prima ancora che per noi". Il valore clinico dell'iniziativa lo spiega lo psichiatra Adolfo Bandettini di Poggio, direttore medico dell'area Psichiatria del Gruppo Kos: "La memoria non è soltanto un archivio del passato, ma uno strumento attraverso cui la persona anziana ricostruisce il senso della propria identità nel presente. Raccontare la propria storia, ed essere ascoltati con attenzione, restituisce a chi narra la percezione di avere un ruolo attivo nella quotidianità: far sentire la propria voce. La condivisione del vissuto diventa una leva concreta per il benessere cognitivo dell'anziano, che si sente riconosciuto non per la propria fragilità, ma per la ricchezza della propria esperienza".

Il progetto 'L'Albero dei Ricordi' troverà spazio dal 21 settembre, Giornata mondiale dell'Alzheimer, sul sito di Anni Azzurri, che per l'occasione si tingerà di viola e ospiterà audio e immagini dei ricordi raccolti. L'iniziativa si inserisce nel percorso più ampio sulla cura della persona anziana, con particolare attenzione alle strutture dedicate all'assistenza di ospiti con decadimento cognitivo. L'approccio di psicogeriatria, denominato 'Argento Vivo', spiega il Gruppo Kos, ripensa gli spazi e le pratiche di cura nelle Rsa per migliorare la qualità di vita, secondo il principio dello spazio protesizzato: l'ambiente, insieme alle competenze del personale, diventa un supporto terapeutico, capace di compensare le difficoltà cognitive e favorire il benessere. Gli spazi vengono progettati per rispondere ai bisogni di orientamento e memoria, con stimoli delicati, rumori ridotti e ambienti che richiamano esperienze familiari: fermate dell'autobus, finestre dipinte, piazzette e percorsi sensoriali aiutano a evocare ricordi, ridurre il disorientamento e favorire un senso di sicurezza. A questi interventi si affiancano la formazione del personale e l'impiego di terapie non farmacologiche (pet therapy, snoezelen, doll therapy), che hanno mostrato di ridurre i disturbi comportamentali, con benefici concreti sulla qualità di vita.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza