"Sulla base delle informazioni che abbiamo" su Alessandro Di Battista, ricoverato da sabato all'ospedale 'Hermanos Ameijeiras' dell'Avana in seguito a un malore, "i primi sintomi sono stati un mal di testa che non aveva che poi è diventato fortissimo e che l'ha portato in ospedale e privo di coscienza. Ora sembra sia cosciente. Cosa è successo? Quali ipotesi possiamo fare? Ci sono 15 mln di italiani che soffrono di mal di testa e queste persone non devono essere confuse in queste ore e devono sapere che un'emicrania anche forte non è un campanello d'allarme per andare in ospedale. Qui abbiamo un uomo che ha avuto un violentissimo mal di testa che gli ha fatto perdere coscienza. Quello che lui potrebbe aver avuto per i neurologi è una cefalea sentinella seguita da cefalea a rombo di tuono. Per capirci, è come se dopo poche gocce di pioggia arrivi un fulmine: da zero a massima intensità in un 1 minuto. C'è una vera brutalità nell'accelerazione. Non è una cosa comune. La causa principale di questa cefalea a rombo di tuono è generalmente un'emorragia subaracnoidea (Esa) dovuta a rottura di aneurisma. Non è la causa unica, ma la più frequente. Non è un ictus, l'aneurisma è una varice o rigonfiamento dell'arteria che si rompe e il sangue va a 'verniciare' le meningi ma non entra nel cervello e questo spiegherebbe il dolore violento e il fatto che in queste ora il paziente è sveglio e cosciente". E' l'analisi per l'Adnkronos Salute di Piero Barbanti, direttore dell'Unità Cefalee e Dolore dell'Irccs San Raffaele di Roma e professore di Neurologia all'Università San Raffaele di Roma.
Perché bisogna stare attenti a questa tipologia di cefalee? "La cefalea sentinella si spiega con l'aneurisma che 'sgocciola' nei giorni precedenti, la parete si infiamma e si altera e ci sono segnali. Si rompe 'l'argine' del fiume - risponde Barbanti - L'inondamento di sangue nelle meningi porta alla perdita di coscienza, ci sono dei segni neurologici oltre al dolore. Il soggetto si può riprendere e viene monitorato", cosa che spiegherebbe "le Tac fatte a Di Battista, per osservare se il sangue si sta riassorbendo. Ma il soggetto deve stare a letto immobile, si deve evitare un vasospasmo. I rischi? Può sopraggiungere un ictus. Quindi farmaci vasodilatatori. E nelle prime ore non può essere trasportato". Stanotte un neurochirurgo e un anestesista rianimatore del Policlinico universitario Gemelli di Roma sono arrivati a Cuba per affiancare nelle valutazioni il team medico locale che sta assistendo Alessandro Di Battista.
"La cefalea a rombo di tuono nell'80-85% è causata da un aneurisma", una dilatazione anomala e permanente della parete di un vaso sanguigno, di solito un'arteria, che si gonfia come un palloncino a causa del suo indebolimento. "A volte non si vede e altre volte sì - spiega Barbanti - Queste condizioni possono essere trattate in maniera non invasiva o in modo tradizionale. Nel primo caso, il neurologo interventista entra non dalla testa ma da un'arteria femorale con un catetere e deposita dentro l'aneurisma delle spirali - come degli 'scovolini' - che creano una turbolenza ed escludono l'aneurisma. In altri casi, oggi un numero inferiore, occorre fare un intervento chirurgico con craniotomia, un esempio è quello che è accaduto a Pier Luigi Bersani". Ora, a Cuba è possibile eseguire questo intervento? "Penso di sì, la sanità cubana ha le conoscenze mediche e chirurgiche per farlo, ma dipenderà dalle condizioni cliniche, dalla volontà del paziente e dei familiari, che non conosciamo", risponde il professore. Quando sarà possibile riportare Di Battista in Italia? "Tecnicamente non meno di una settimana, deve essere stabilizzato. E' impensabile prima, ci sono tanti rischi come ad esempio la pressurizzazione dell'aereo. Esistono anche le cefalee d'aereo, ricordo", conclude Barbanti.