'Minions & Monsters', Pierre Coffin: "Chiamano IA 'il futuro', intanto distrugge tutto ciò che tocca"

Il regista e voce dei Minions arriva in sala dal primo luglio con 'Minions & Monsters': "Portiamo sul grande schermo un omaggio all'età d'oro di Hollywood"

 - Universal Studios
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30 giugno 2026 | 10.24
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"L’intelligenza artificiale non mi spaventa, cerco di capirla. Riconosco che può essere uno strumento utile, capace di velocizzare alcuni processi o di aiutarmi a spiegare meglio la mia visione. Ma non riesco a comprendere perché si stiano investendo così tanti soldi in questa tecnologia, proclamandola come 'il futuro', mentre nel frattempo rischia di distruggere tutto ciò che le sta intorno". Così, all’Adnkronos, Pierre Coffin - regista, co-sceneggiatore e voce dei Minions - interviene sul tema caldo dell’intelligenza artificiale, sempre più centrale nel dibattito dell’industria hollywoodiana. Per Coffin - che ha co-diretto quattro film del franchise e ha prestato la voce ai Minions in ogni capitolo - 'Minions & Monsters' (dal primo luglio nelle sale italiane con Universal Pictures International Italy) segna il suo debutto alla regia da solista all’interno della fortunata saga iniziata nel 2010 con 'Cattivissimo me'. Un'occasione che gli ha permesso di esplorare nuovi personaggi da una prospettiva inedita.

Tra le iconiche creature gialle e le loro (dis)avventure, il film animato - terzo spin-off sui Minions e settimo titolo complessivo dell’universo di 'Cattivissimo me' - è una vera lettera d’amore all’età d’oro di Hollywood, che attinge al cinema dei mostri classici e ne reinterpreta l’immaginario. Tra le numerose ispirazioni, la pellicola omaggia l’audacia acrobatica di Harold Lloyd, la precisione impassibile di Buster Keaton, la comicità espressiva di Charlie Chaplin e l’elasticità surreale dei cartoon di Tex Avery. Non mancano incursioni nei mondi dei fratelli Lumière, di Georges Méliès, di Mel Brooks, così come citazioni da 'E.T.', 'Star Wars' e 'Lo squalo'. "Molte innovazioni tecniche sono nate nell’era d’oro di Hollywood, e non mi riferisco soltanto al sonoro. Penso, per esempio, alla possibilità di raccontare una storia attraverso un mezzo costruito su immagini fisse: è qualcosa di grande, profondo, con un valore anche simbolico", spiega Coffin.

Ciò che lo interessava, aggiunge, "era anche regalare agli adulti un tuffo nel passato, perché ai bambini non importerà: loro vedranno solo immagini bellissime", dice. Da qui il desiderio di intrecciare la storia a un periodo preciso, che per il francese Coffin è molto più di uno sfondo: "C'è stata una grande ondata migratoria, con moltissime persone dell’Europa orientale che arrivarono negli Stati Uniti. Furono loro, di fatto, a costruire gli Studios: la maggior parte dei grandi studi di Hollywood è stata fondata da europei dell’Est, così come molti registi e produttori. Il personaggio di Max, doppiato da Christoph Waltz (nella versione italiana da Maccio Capatonda, ndr), incarna proprio figure come Ernst Lubitsch, Michael Curtiz, Billy Wilder, Fritz Lang: cineasti che approdarono in America per fuggire dai nazisti, poco prima della guerra mondiale". Questo quadro storico richiama inolte "il voto alle donne e il proibizionismo". Il regista assicura: "Non è una lezione di storia e né vuole esserlo, ma offre uno spazio che trovo prezioso, perché nei film dei Minions non l’avevamo mai fatto prima".

La trama prende forma quando i Minions finiscono accidentalmente sul set di una produzione Hollywoodiana. Quello che avrebbe dovuto essere un disastro si trasforma in un'opportunità, quando i dirigenti dello studio cinematografico guardano il girato e riconoscono qualcosa di straordinariamente magnetico in questi strambi esserini gialli. In breve tempo, i Minions vengono catapultati nel firmamento delle celebrità dopo aver recitato in una serie di film muti. "Per un breve periodo, Hollywood è il posto perfetto per loro", afferma Coffin. "I film muti si basano sul ritmo, sul movimento e sull'espressività, elementi che i Minions comprendono istintivamente. Non devono recitare battute o conoscere l'inglese. Esibendosi semplicemente, l'industria li ha immediatamente apprezzati per ciò che sanno fare meglio, portandoli a un successo straordinario". Poi però, si passa al cinema parlato. L'avvento del sonoro cambia Hollywood quasi da un giorno all'altro, e il più grande punto di forza dei Minions diventa il loro limite principale. "Con l'arrivo del sonoro, per loro cambia tutto", racconta Coffin. "Non riescono a recitare una battuta allo stesso modo per due volte. Non sanno leggere un copione né seguire i gobbi. Non riescono a diventare professionali nel modo in cui l'industria ora richiede. Così, perdono il loro posto in quel mondo, ma James ormai si è innamorato del cinema e non intende rinunciarci".

Quest'ambizione trascina James e Henry in una nuova disavventura. Insieme a Ed, la cui amicizia completa il trio, decidono di realizzare un film sui mostri ispirato ai disegni di James. Quello che inizia come un tentativo di riconquistare il loro spazio a Hollywood si trasforma ben presto in qualcosa di molto più pericoloso. I mostri non sono più soltanto idee sulla carta, e il piccolo film che speravano avrebbe dimostrato il loro valore a Hollywood trascina i Minions in una storia che rischia di sfuggire al loro controllo. Per Coffin, la premessa del film sui mostri affonda le radici nel fascino che da bambino provava per le creature classiche e la magia degli effetti speciali artigianali del cinema. "I film sui mostri mi hanno colpito profondamente da piccolo", confessa Coffin. "Verso i 10 anni, mi sono trasferito negli Stati Uniti e a scuola mi sentivo spaesato. Ricordo di essere andato in biblioteca alla ricerca di libri in francese e di aver trovato un volume sul trucco di Frankenstein. Non conoscevo ancora bene Frankenstein, ma quelle immagini mi hanno completamente rapito. Da lì, ho iniziato a scoprire la Mummia, Dracula, Bela Lugosi e tutti quei personaggi classici. I mostri sono diventati parte integrante del mio modo di avvicinarmi al cinema".

Dopo tre film di 'Cattivissimo Me', il primo spin-off sui Minions e anni di lavoro come voce e anima creativa delle creaturine gialle, Coffin era convinto di aver chiuso quel capitolo. "Ero davvero stanco", racconta. "Sentivo di dover costringere il mio produttore a propormi qualcos’altro o a fare qualcosa per conto mio". E invece eccolo di nuovo qui, con 'Minions & Monsters', un progetto che lo ha riportato dietro la macchina da presa e davanti al microfono. La scintilla? Un’idea semplice: un Minion che vuole fare un film. "La svolta è arrivata in un weekend", ricorda. "Il produttore Chris Meledandri mi ha telefonato proponendomi l’idea di un Minion che vuole fare un film di mostri. Il mostro poteva apparire o essere creato dai Minions, ma alla fine si sarebbe rivoltato contro di loro e contro l’umanità. E i Minions avrebbero dovuto correggere il loro errore". Da lì, "sono venute fuori tantissime idee". Se doveva tornare ai Minions, sottolinea, "dovevo farlo in modo nuovo. Non volevo che fosse 'un altro film dei Minions'. Così ho pensato: cambiamo tutto. Mettiamo da parte Kevin, Stuart e Bob, inventiamo tre nuovi personaggi - James, Henry ed Ed - e raccontiamo la loro storia che parte dalla Hollywood degli Anni 20", conclude. (di Lucrezia Leombruni)

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