Il cast della serie 'Industry' a Roma: "È uno sguardo sul mondo tra l'individualismo e il prezzo dell'ambizione"

Gli showrunner Mickey Down e Konrad Kay e l'attrice Myha’la nella Capitale per l’evento di lancio della piattaforma di HBO Max Italia

Il cast della serie 'Industry' a Roma:
15 gennaio 2026 | 16.36
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In un’epoca in cui l’ambizione è diventata una religione e il potere una valuta emotiva, la serie HBO Max ‘Industry’ (già disponibile) non si limita a raccontare la finanza: la smonta, la espone, la mette a nudo. “Puoi vederla come un atto d’accusa del capitalismo o come un racconto più speranzoso. Il mondo è diventato transazionale, individualista e avaro. E noi lo riflettiamo. ‘Industry’ non offre risposte, ma mostra le contraddizioni di un sistema che esalta l’ipocrisia. Ma anche l’ambizione, oggi le persone sono molto più ambiziose. Chiediamoci quale sia il costo di tutto questo”, racconta lo showrunner Mickey Down, a Roma per presentare la quarta stagione di ‘Industry’, che debutta sulla nuova piattaforma HBO Max Italia. E con questa arrivano anche le precedenti stagioni, finora non disponibili per il territorio italiano. Down e il co-creatore Konrad Kay, qui in veste anche di produttori esecutivi, hanno raccontato come la serie nasca da un intreccio di esperienze personali, attualità e consulenze anonime: “Parliamo con giornalisti, politici, persone della finanza. Alcuni non vogliono essere associati alla serie”. La quarta stagione, assicurano, renderà ancora più evidente quanto la finzione sia intrecciata al reale, con ispirazioni riconoscibili e dinamiche prese direttamente dal mondo che ci circonda.

‘Industry’ è ambientata a Londra, tra gli ‘squali’ dell’alta finanza. All’apice della carriera e mentre vivono le vite che sognavano come laureate della Pierpoint, Harper (Myha’la) e Yasmin (Marisa Abela) vengono coinvolte in un gioco ad alto rischio e in giro per il mondo quando un personaggio di spicco del mondo della ‘fintech’ irrompe sulla scena londinese. Mentre Yasmin è alle prese con la sua relazione con il fondatore dell'azienda tecnologica, Sir Henry Muck (Kit Harington), e Harper viene trascinata nell'orbita dell'enigmatico dirigente Whitney Halberstram (Max Minghella), la loro contorta amicizia inizia a deformarsi e ad accendersi sotto la spinta di denaro, potere e del desiderio di essere al vertice. “Molti amano odiare Harper. E altri odiano amarla perché capiscono la sua ambizione. Harper non ha privilegi. È un’outsider totale. È impossibile non tifare per lei”, dice l’attrice Myha’la. Down sottolinea poi come la reazione del pubblico verso Harper è sia spesso rivelatrice: “Se fosse un uomo, direbbero ‘che sociopatico affascinante’. Ma essendo una giovane donna birazziale, la reazione è ‘perché si comporta così?’”.

Myha’la racconta anche la crescita personale vissuta attraverso il personaggio: “Harper è tagliente. Mi ha insegnato a essere più rapida e più sicura nelle cose”. La sfida più grande della quarta stagione? “Camminare sui tacchi per incarnare una Harper più potente, più consapevole e più pericolosa”. Da Down e Kay arriva l'invito agli spettatori italiani a non lasciarsi intimidire dalle stagioni precedenti: "La stagione 4 è un’unità narrativa autonoma. Puoi iniziare da qui. Se poi ti innamori del mondo, torni indietro”. Fondamentale, nella costruzione del tono della serie, è la musica. “Non è una mano di vernice,” ha spiegato Kay. “È parte delle fondamenta. Scriviamo le scene pensando ai brani”, conclude.

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