Elisa, 30 anni di carriera a Campovolo: "Sarà festa lunga un giorno"

L'11 settembre alla Rcf Arena 'Soundtrack '97-27', un evento immersivo tra talk, cinema e yoga. E sul disco in arrivo: "E' un concept album ispirato alla danza di Pina Bausch e Kate Bush"

Elisa a Campovolo (foto Elena Di Vincenzo)
Elisa a Campovolo (foto Elena Di Vincenzo)
29 maggio 2026 | 09.25
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Il sole picchia forte sulla Rcf Arena di Reggio Emilia, tanto che il picnic organizzato per presentare ’Soundtrack ’97-'27’ rischia quasi di trasformarsi in una prova generale del caldo che accompagnerà Campovolo l’11 settembre 2027, data in cui Elisa celebrerà i suoi 30 anni di carriera con un grande concerto-evento pensato come una festa lunga un giorno intero. Grandi sedute con cuscini bianchi, fan storici, management, famiglia, stampa e l’atmosfera di una celebrazione già iniziata con largo anticipo. Elisa arriva sorridente, ancora incredula davanti a quello che sarà il più grande evento della sua carriera. “Per me è quasi surreale - confessa - non mi sembra ancora vero. L’idea nasce dal voler fare una cosa unica: un anniversario ma anche una scusa per fare una festa grande tutti insieme in un posto speciale, e anche un modo per fare una cosa diversa visto che, per fortuna, negli ultimi anni in tanti fanno gli stadi. Quindi anche per differenziarci e fare un evento unico, come un anniversario che succede una volta sola nella vita e infatti sarà unico e irripetibile”.

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Prodotto e organizzato da Friends & Partners, Asile e Double Trouble Club, sarà molto più di un concerto: una vera città temporanea dedicata alla musica, alla creatività, al benessere e alla sostenibilità. Per un giorno e una notte interi il pubblico entrerà dentro l’universo di Elisa attraverso un’esperienza immersiva e transgenerazionale, pensata per fan storici, nuove generazioni, famiglie e pubblico legato ai temi ambientali. I cancelli apriranno alle 9 del mattino, mentre il live inizierà alle 20.30. Campovolo non è una scelta casuale. Soprattutto per Elisa, molto attiva sul tema ambientale. “Questo luogo offre grandissime possibilità da tanti punti di vista: per l’unicità, per i servizi che offre e per l’impatto sulla sostenibilità. Nel 2005 Luciano Ligabue mi diede l'opportunità di fare parte della sua festa: suonammo su questo palco e fu incredibile, un vero battesimo del fuoco. Campovolo è sinonimo di grandissimi numeri, energia travolgente, festa e un profondo amore condiviso per la musica. È un assoluto onore poter festeggiare il mio trentennale in questo luogo”.

La Rcf Arena verrà trasformata in un enorme spazio esperienziale. Il cuore sarà il ‘Boulevard’, un percorso aperto fin dal mattino che accompagnerà il pubblico verso il concerto attraverso installazioni, attività e incontri. Prevista una mostra sui trent’anni di carriera, listening experience con ascolto dei master originali insieme a producer e ospiti speciali, area cinema con proiezioni dei live più iconici, karaoke, tattoo corner, aree kids, laboratori educational sull’ambiente, yoga, pilates, meditazione e talk dedicati a musica, intrattenimento e sostenibilità. “Ci saranno approfondimenti con esperti del settore, ma anche spazi dedicati a mente e corpo, giochi e famiglie - assicura la cantautrice -. La festa sarà intergenerazionale”. Spazio anche per campeggio, merchandising celebrativo, market dedicati ad artigiani e produttori locali e un’area speciale riservata al fanclub storico dell’artista.

Naturalmente la musica resterà il centro di tutto: “Cercheremo di dare spazio anche a musicisti della nuova generazione - assicura Elisa - artisti italiani giovani che mi piacciono e ascolto e che vorrei invitare a suonare, magari durante il giorno o la notte”. Quanto agli ospiti, Elisa per ora non si sbilancia troppo. “Sarebbe molto strano non averne - osserva -. Storicamente sono tra gli artisti che hanno avuto più ospiti durante celebrazioni e anniversari vari, ma siccome non ci credo ancora ed è tutto molto fresco, non ho ancora parlato con tutti i miei amici artisti. Ma sarà una festa”. Quanto alla possibilità che possa esserci anche Ligabue aggiunge: “Ma speriamo. Però giuro che non ho ancora parlato con nessuno. Spero vengano persone che hanno fatto parte della mia storia”. L’intero progetto ruoterà attorno alla sostenibilità, tema che Elisa porta avanti da anni anche nei live. Non a caso l’evento sarà plastic free, con stoviglie compostabili o riutilizzabili, raccolta differenziata, recupero delle eccedenze alimentari e una filiera food orientata alla riduzione degli sprechi e alla valorizzazione delle produzioni locali. La venue utilizzerà generatori alimentati a biocombustibile Hvo, già sperimentati a San Siro, con una riduzione stimata delle emissioni fino al 70%.

La parola chiave dell’evento è coerenza - rimarca Elisa -. Credo che la Rcf Arena sia lo spazio open-air più virtuoso, moderno e di ultima generazione che abbiamo in Italia per la musica. È il contenitore migliore a disposizione nel nostro Paese per un grande evento. Ogni azione che facciamo ha una parte coerente sull’ecosostenibilità. Inviteremo il pubblico a venire in bicicletta. Sarà una giornata di festa con anche un family pack che permetta ai minorenni di avere un prezzo agevolato”. Sul fronte logistico e ambientale, saranno attivati accordi ferroviari con tratte straordinarie notturne, convenzioni dedicate e autobus speciali da 250 città italiane. Previsti anche servizi di bike sharing, car sharing e parcheggi per biciclette. “Per compiere passi bisogna scardinare il sistema - dice Elisa - Per San Siro ci sono voluti sei mesi di lavoro per cambiare fornitori e speriamo che altre agenzie live si siano ispirate a cambiare passo. Io cerco di usare quello che faccio e la mia posizione per riuscire a fare qualcosa di concreto: insieme è possibile”.

L’annuncio di Campovolo arriva mentre Elisa sta lavorando anche a un nuovo album, definito da lei stessa “liberatorio”, che uscirà prima del 2027. “Un evento così ha una preparazione lunghissima: inizieremo a lavorare nove mesi prima. Ora sono su tanti fronti impegnata, tra cui l’album che uscirà quest’anno. Non volevo aspettare fino al 2027 e sono felice di aver inserito anche il singolo ‘Fomo 2’, che farà parte del nuovo lavoro". Un disco che si muoverà tra musica, corpo e danza. “È un progetto molto speciale - anticipa Elisa -. Sto esaudendo dei desideri e realizzando dei sogni nel cassetto con il linguaggio della danza. Mi sto impegnando moltissimo nell’espressione corporea, che è un desiderio che ho da sempre. Ora ho quasi 50 anni, ho sempre ballato privatamente e non mi voglio più nascondere. È un progetto che unisce musica e danza. Ci sono punti di riferimento di grande ispirazione, come Kate Bush e Pina Bausch. È un concept album che parla di dolore, ricostruzione e rinascita”.

Nel corso dell’incontro Elisa, affronta anche temi politici e sociali, partendo dal brano ‘Fomo 2’: “Il testo non è specifico, vero, ma lo è anche in realtà. Parla di trasformazione sociale, di come siamo schiacciati dalla società di oggi, da un logorio che sfugge, e di una cosa più preoccupante che altera il pensiero cognitivo, cioè il modo in cui social e algoritmi ci influenzano. Questo segna un cambiamento profondo nella società e negli esseri umani, non necessariamente positivo. Bisogna essere consapevoli dello strumento che si ha di fronte e del suo potenziale”. Ascoltando David Bowie, spiega, “mi vengono fuori gli stessi pensieri: una volta gli venne chiesto cosa pensasse di Internet, se fosse uno strumento, e lui rise fortissimo e disse: 'Ma state scherzando? È il diavolo'. Vediamo che questi aspetti sono pericolosi perché tolgono possibilità alla struttura mentale. L’Ai è simile a quella animale”.

Quanto al verso “Ci vogliono deboli e stupidi”, puntualizza: “Il sistema attuale ci vuole stanchi. Parlo dei vertici del potere”. Non manca una riflessione sul ruolo pubblico degli artisti, partendo da alcune recenti dichiarazioni di Francesco De Gregori sul ruolo sociale e le posizioni sul palco: “Credo sia una sua personale visione - osserva - e penso che la sua sia una generazione che ha vissuto uno dei momenti in cui la musica era voce portante della beat generation, del ’68, del Summer of Love e di Woodstock. È curioso, ma Francesco per tante cose è un mio grande punto di riferimento. Io lo ascolto come se fosse un filosofo e per me lo è. Forse per una volta non sono molto d’accordo con lui”. Il perché è evidente. Elisa è una delle artiste italiane più impegnate sul fronte della sostanzialità della giustizia sociale. “Sento il bisogno di mantenere accesa la speranza - rimarca -. Ognuno di noi è responsabile dell'uso che fa del proprio microfono. La musica, però, è anche uno strumento di espressione, di libertà e di presa di posizione. Personalmente, non riuscirei mai a rimanere in silenzio".

Di fronte alle ingiustizie storiche e presenti, "il silenzio è sempre stato complice - prosegue -. Quando vedo una ragazza di sedici anni manganellata perché manifesta pacificamente per la pace o per la tutela del clima, non posso voltarmi dall'altra parte. So che Francesco De Gregori ha scritto canzoni che hanno formato la coscienza di intere generazioni; forse la sua è solo una provocazione, ma io resto convinta che l'arte sia indissolubile dalla vita, e la vita è fatta anche di lotte per i diritti di tutti”. Nel mezzo di un sole implacabile e di un pranzo all’aperto che sembra già un’anticipazione della festa, Elisa guarda Campovolo e sorride pensando al traguardo raggiunto. “Spero che faremo un buon lavoro per stare bene tutti. Nelle feste belle, quando si sta bene tutti, è meraviglioso. Speriamo che vengano in tanti, che sia un evento partecipato e sentito. Noi cerchiamo di fare una cosa bella e sono felice del programma da festival”. I fan sono avvisati: 'Soundtrack '97-'27' non sarà soltanto un concerto celebrativo ma una grande comunità temporanea che festeggerà la musica, la libertà e la voglia di stare insieme. (di Federica Mochi)

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