Sul podio Michele Mariotti al debutto veneziano: programma tra Verdi, Puccini e Bellini
Dieci minuti di applausi finali con bis, ovazioni a scena aperta e milioni di telespettatori collegati: il Concerto di Capodanno del Teatro La Fenice ha confermato anche quest'anno il suo ruolo di rito laico della musica italiana, salutando il nuovo anno con un successo pieno, suggellato dalla diretta Rai che ha portato Venezia nelle case di tutto il Paese.
Dal "Nessun dorma" a "Casta Diva", da "Va' pensiero" al brindisi "Libiam ne' lieti calici", il programma ha attraversato i grandi classici del melodramma italiano, alternando arie, cori e pagine sinfoniche in un percorso capace di unire spettacolo e memoria. Sul podio, al debutto alla Fenice, Michele Mariotti ha guidato Orchestra e Coro con equilibrio e slancio, affiancato dal soprano Rosa Feola e dal tenore Jonathan Tetelman, protagonisti applauditissimi di arie e duetti di Puccini, Rossini, Verdi e Ponchielli
Un concerto che, come da tradizione, ha unito solennità e festa, confermando la forza simbolica della Fenice e il suo legame con il pubblico televisivo per la 23esima edizione del Concerto di Capodanno. Ma tra le arie e i cori, accanto all'entusiasmo, ha riecheggiato anche una presenza silenziosa. Orchestra e Coro hanno indossato una spilla - una chiave di violino con un cuore al centro, nera su fondo dorato, i colori del teatro - per esprimere la propria contrarietà alla nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale dall'ottobre 2026. Un gesto discreto che ha accompagnato la musica senza interromperla. La spilla, autofinanziata dai lavoratori, è stata distribuita anche al pubblico in Campo San Fantin, a testimonianza di una protesta che ha scelto il linguaggio dei simboli.
Successo personale per Michele Mariotti. Il direttore d’orchestra pesarese, insignito del 36° Premio Abbiati e attualmente direttore musicale del Teatro dell'Opera di Roma, ha guidato Orchestra e Coro della Fenice con autorevolezza e misura, ricevendo un'accoglienza particolarmente calorosa dal pubblico.
Il programma ha alternato celebri pagine liriche a momenti sinfonici e corali di forte impatto. Tra questi, il coro a bocca chiusa dal secondo atto della Madama Butterfly di Puccini e "Feste! Pane! Feste!" dalla Gioconda di Ponchielli, accanto agli intermezzi sinfonici dal Guglielmo Ratcliff e dalla Cavalleria rusticana di Mascagni.
Alle voci soliste, oltre alle arie più note del repertorio, sono state affidate pagine di particolare impegno: Rosa Feola ha interpretato "Sombre forêt", l'aria di Matilde dal secondo atto del Guglielmo Tell di Rossini, mentre Jonathan Tetelman ha dato voce a "Cielo e mar", l'aria di Enzo Grimaldo dalla Gioconda di Ponchielli. Non sono mancati i duetti, con Puccini protagonista in "O soave fanciulla" dalla Bohème. Il finale ha riunito alcuni dei brani più amati dal pubblico: "Nessun dorma" dalla Turandot di Puccini, che ha visto Tetelman trionfatore, "Casta diva" dalla Norma di Bellini, interpretata in maniera sublime da Feola, "Va' pensiero, sul'ali dorate" dal Nabucco di Verdi eseguito impeccabilmente dal Coro diretto da Alfonso Caiani. Come da tradizione, gran finale con il brindisi "Libiam ne' lieti calici" dalla Traviata di Verdi, accolto da una lunga ovazione mentre in teatro è esplosa la festa. Feola e Tetelman, dopo più di sei minuti di applausi, hanno concesso con piacere il bis, seguito da altri quattro minuti di battimani. Ad augurare "buon anno a tutti" è stato il direttore Mariotti, non prima di aver ringraziato "i magnifici artisti" protagonisti del Concerto.
Gli interventi di danza, destinati al pubblico televisivo, hanno visto protagoniste le étoiles Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel, affiancate da étoiles, primi ballerini e solisti del Teatro dell’Opera di Roma nelle coreografie di Diego Tortelli. I costumi di scena, firmati da Laura Biagiotti, e la regia televisiva di Claudia De Toma hanno completato un allestimento curato anche sul piano visivo, valorizzando la diretta Rai e la dimensione spettacolare dell'evento.
A fare gli onori di casa il sovrintendente Nicola Colabianchi, che ha accolto, tra gli altri ospiti sul palco reale, il sindaco Luigi Brugnaro, il sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi, il presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Federico Mollicone. Presenti tra gli altri Francesca Zaccariotto, assessore ai Lavori pubblici del Comune di Venezia, Morris Ceron, direttore generale e capo di gabinetto del Comune, il prefetto Darco Pellos, il questore Gaetano Bonaccorso, il sovrintendente del Teatro Petruzzelli di Bari, Nazzareno Carusi. Per il Cda della Fondazione La Fenice il vicepresidente Luigi De Siervo e Agnese Lunardelli.
"E' stato un concerto molto bello, il pubblico ha gradito, ha apprezzato e siamo felicissimi. Il Concerto di Capodanno della Fenice è ormai un po' identitario non solo per il nostro Teatro, perchè propone la musica italiana dell'opera", ha commentato al termine Colabiancchi. "L'auspicio per il nuovo anno è quello di portare La Fenice sempre più in alto e avere i risultati sempre migliori". (di Paolo Martini)