Bimbo trapiantato a Napoli, c'è un settimo indagato

La Procura ha chiesto di procedere con incidente probatorio. Per autopsia deciderà un giudice. Legale famiglia Domenico: "Espianto poteva essere posticipato"

Fiori per Domenico - (Ipa)
Fiori per Domenico - (Ipa)
23 febbraio 2026 | 12.47
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Domenico morto in seguito al trapianto di un cuore danneggiato durante il trasporto: sono 7 gli indagati e la Procura ha chiesto di procedere con un incidente probatorio per eseguire l'autopsia.

Il pm Giuseppe Tittaferrante che coordina le indagini per la Procura partenopea ha inoltrato al gip del tribunale di Napoli la richiesta di procedere d'ufficio con l'incidente probatorio per l'espletamento dell'esame autoptico e della perizia medico legale collegiale. Un passaggio sul quale il giudice dovrebbe decidere nei prossimi due giorni.

Nel registro degli indagati sono iscritti i 6 componenti dell'équipe che il 23 dicembre scorso ha eseguito il trapianto sul piccolo Domenico, morto sabato mattina dopo 60 giorni in coma farmacologico, e una dirigente dell'ospedale Monaldi.

Legale famiglia Domenico: "Espianto poteva essere posticipato"

"Il momento dell'espianto poteva essere posticipato, in quanto Domenico non era un bambino moribondo". Così Francesco Petruzzi, l'avvocato della famiglia del bambino. "Domenico era affetto da una patologia - ricorda il legale - ma attendeva un cuore da due anni e ne poteva aspettare anche altri due".

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