Casasco: “Su aspettativa di vita i medici sportivi devono contribuire al dibattito istituzionale”

Aperto a Roma il 38° Congresso Nazionale della Federazione Medico Sportiva Italiana. Il Presidente: “Non si può fare a meno delle specialità di medicina dello sport"

Maurizio Casasco
Maurizio Casasco
26 marzo 2026 | 18.53
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Gli specialisti in Medicina dello Sport rivendicano un ruolo all’interno del dibattito istituzionale che stabilisce i parametri che regolano il sistema sociale. Lo ha detto il Presidente Maurizio Casasco aprendo a Roma i lavori del 38° Congresso Nazionale della Federazione Medico Sportiva Italiana. “Età biologica, età anagrafica non è solo il titolo del congresso, che ha chiamato la presenza di 3.200 medici. Si tratta della modalità attraverso la quale valutare la capacità funzionale, oltre ai parametri clinici, per stabilire quella che è l'età biologica delle persone. Oggi, con l'invecchiamento della vita a tre ore al giorno, dobbiamo pensare a stabilire tutti i parametri del sistema sociale, dalle pensioni ai mutui, proprio attraverso questo parametro. È per questo che la conoscenza scientifica deve entrare prepotentemente nel dibattito istituzionale, concorrendo a incidere sulle scelte strategiche del sistema politico, economico e sociale del Paese.

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Il Presidente Casasco rivendica infatti il ruolo della FMSI in Italia: “Siamo nati nel 1929 e non siamo solo la Federazione medica del Coni, ma anche l'unica società scientifica riconosciuta dal Ministero della Salute. E come società scientifica noi siamo in grado oggi, con la specialità di Medicina dello Sport, di elaborare linee guida e protocolli che consentano di trasferire la nostra conoscenza e le nostre competenze dal massimo livello olimpico al Sistema Sanitario Nazionale. Un po' come la Ferrari dalla quale viene estrapolata e trasmessa la tecnologia per produrre una 500”.

Nella giornata di apertura del Congresso è intervenuto il Ministro della Salute Orazio Schillaci: “L’Healthspan, la durata della vita in buona salute, è l’indicatore di efficacia delle politiche sanitarie nazionali, ridurre il gap con il lifespan, la semplice durata della vita, è una sfida che si vince puntando su prevenzione e promozione di stili di vita sani. E la medicina dello sport contribuirà in modo decisivo a indirizzarci verso una medicina preventiva e di precisione”. La sua collega dell’Università Anna Maria Bernini ha toccato un tema caldo del convegno, che sta a cuore alla Federazione: “Nel nostro lavoro è previsto un intervento sulle scuole di specializzazione, come nel caso della medicina sportiva. Vogliamo arrivare ad avere il medico dello sport che dirige la scuola di medicina dello sport. Cosa che spesso non capita e sulla quale garantisco il mio impegno personale presso i rettori delle università italiane”.

Fabio Pigozzi, Presidente della Federazione Internazionale di Medicina dello Sport, ha sottolineato quanto “il contributo dell’Italia nell’evoluzione della medicina sportiva sia autorevole e consistente e incida fortemente sulle pratiche internazionali, attraverso visione, rigore e metodo”. Hanno portato il loro saluto anche Marco Giunio De Sanctis (presidente del Comitato Paralimpico Italiano), Rossana Ciuffetti (Sport e Saliute) e Diana Bianchedi (vicepresidente vicario del Coni).

Il Presidente Casasco ha infine affrontato il tema della salute con un argomento specifico, secondo lui decisivo: “L'attività fisica ha un forte impatto su tutte le attività fisiologiche dell’uomo, in particolare regola la biologia e il metabolismo. Fare attività fisica vuol dire combattere l'obesità e il sovrappeso e l'infiammazione cronica, causa delle principali patologie non trasmissibili. Nei paesi industrializzati l'obesità è un vero problema, per patologie non trasmissibili rappresenta oltre il 70% nel mondo e oltre il 90% in Italia. Non possiamo pensare di combattere l'obesità solamente con delle leggi e i farmaci, mentre sappiamo che proprio l'attività fisica è un medicinale straordinario, oltretutto a costo zero. Va ovviamente prescritta nella maniera più corretta per poter incidere sul miglioramento della qualità della vita delle persone e anche in chiave di risparmio del SSN”.

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