Il presidente del Cagliari Giulini: "Crediamo a Maldini. Scritte cose gravi, verità verrà fuori"

Il numero uno del club rossoblù ha parlato dell'incidente dell'attaccante, commentando le notizie apparse su alcuni media: "Stupefacenti? Non capiamo come possano uscire notizie di questo tipo"

Daniel Maldini - IPA
Daniel Maldini - IPA
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15 settembre 2026 | 12.39
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"Stupefacenti? Non capiamo come possano uscire notizie di questo tipo, mi sembra che ad oggi le tracce di stupefacenti siano più sui giornali che da altre parti e questo secondo noi è molto grave". Lo ha detto il presidente del Cagliari Tommaso Giulini - rispondendo a una domanda sul caso dell’incidente stradale di Daniel Maldini nella notte tra sabato e domenica - poco prima dell’Assemblea della Lega Calcio Serie A di oggi a Milano.

Incidente Daniel Maldini, la risposta di Giulini

Giulini aggiunge, a proposito di alcune ricostruzioni lette sui media: "È una cosa molto grave, perché noi abbiamo fatto degli esami ieri mattina, risultavano tutti negativi e crediamo ovviamente alla buona fede del ragazzo che giura di non aver assunto alcun tipo di sostanza, se non di aver bevuto magari due cocktail o tre birre, che poi si vedono anche dal valore perché non particolarmente alto. Ovviamente, non è un valore con cui è raccomandato guidare".

Nella giornata di ieri, Maldini aveva affidato ai social la sua replica alle accuse di essere stato trovato positivo alle droghe dopo l'incidente, pubblicando in una storia Instagram l'esito negativo all'esame tossicologico al quale si è sottoposto in una struttura di Cagliari. (LEGGI L'ARTICOLO)

Giulini: "Attenzione mediatica legata al nome Maldini"

Il numero uno del Cagliari spiega poi che la società rossoblù "non capisce come possano essere uscite queste notizie, è evidente che c'è qualcuno all'interno della polizia locale o dell'ospedale che ha ritenuto di far uscire qualcosa, che vedremo se verrà accertato o meno. È tutto molto particolare, innanzitutto perché questi pretest, oltre a non avere un valore giuridico nel probatorio, sono pretest che non danno molecole così precise. Quindi, vedere oggi sui giornali che addirittura è uscita la ketamina, mi chiedo da dove possa essere uscita...". Giulini continua: "Dopodiché, io ho visto il verbale della polizia municipale, quando lui è entrato al pronto soccorso, e quel verbale parla di uno screening fatto con questi famosi pretest, dove tendenzialmente sembrerebbero esserci tracce di THC. Allora, qualora avesse mai fumato una canna, e non credo, c'è una distinzione enorme tra fumarsi una canna e leggere sui giornali che Daniel Maldini ha assunto sostanze stupefacenti".

Il presidente del club sardo sottolinea che la grande attenzione mediatica sul caso sia legata al nome di Maldini, figlio dell’ex capitano del Milan Paolo: "Altrimenti, probabilmente la notizia non sarebbe così diffusa. Ritengo che sia gravissimo perché è stato anche preconvocato dalla Nazionale. Il ragazzo lo vedrò domani, però ci hanno parlato i miei e ovviamente crediamo a ciò che ha detto. Poi verrà fuori la verità fra qualche giorno, quando ci sarà l'ufficialità di questa analisi del sangue che ha fatto in pronto soccorso". Per Giulini, nella vicenda poi c'è anche un altro aspetto: "Da padre, ciò che dico anch'io dei figli giovani, maggiorenni, è che spero sempre che, quando bevano due gin tonic, escano poi senza la macchina, senza il motorino. Da quel punto di vista lì dirgli, ma credo che lo sappia anche lui, che la prossima volta che decide di andare in un locale a bere qualcosa è meglio che vada con un taxi, piuttosto che con qualcuno che guida, è assolutamente scontato. Sia per l'incolumità sua, ma soprattutto per l'incolumità di tutte le altre persone".

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