Sport, magistrato Buonauro: "Costituzione riconosce valore individuale e sociale dal 2023"

‘ora è necessario che la meritocrazia vi trovi pieno fondamento’

Carlo Buonauro
Carlo Buonauro
28 marzo 2026 | 11.17
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“La Costituzione repubblicana, anche per ragioni storiche, non conosceva il fenomeno sportivo. Con la riforma del 2023 lo sport è entrato nella Costituzione, all'ultimo comma dell'articolo 33: ‘La Repubblica riconosce la pratica sportiva come valore individuale e sociale per il benessere fisico e psicologico delle persone’. Il tema centrale, oggi, è che la Costituzione prevede già il merito, assieme alla capacità, come criterio per far avanzare l'intera società italiana, ne parla a proposito dell'istruzione. Ora è necessario coniugare questi due elementi”. Così Carlo Buonauro, magistrato, giudice sportivo ed esperto di diritto sportivo, durante la prima giornata della consueta Direzione Nazionale che Meritocrazia Italia tiene ogni anno tra fine inverno e inizio primavera.

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“Anche nello sport, infatti, la meritocrazia deve trovare pieno fondamento. Sport non significa solo record o prestazioni straordinarie, ma anche che ciascuno possa raggiungere e superare i propri limiti, in condizioni di parità. Lo sport, per definizione, conosce la parità delle armi, il vinca il migliore, il fair play. Occorre tradurre questi valori in regole, sia nella pratica sportiva sia nella giustizia sportiva. Il merito, inteso come realizzazione della persona umana a pieno titolo, è necessario che entri nello sport”, conclude.

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