La VI edizione dell’Innovation Cybersecurity Summit definisce le linee guida per la difesa nazionale: entro il 2026 operativo il Laboratorio di Intelligenza Artificiale per la Difesa, mentre la sovranità tecnologica diventa il nuovo pilastro del posizionamento geopolitico italiano
Teminata a Roma la VI edizione dell’Innovation Cybersecurity Summit, un appuntamento che ha riunito oltre 500 esperti tra rappresentanti del Governo, Forze Armate e leader del settore tecnologico. L'evento, svoltosi presso Palazzo Simonetti Odescalchi, ha delineato una tabella di marcia precisa per il rafforzamento della cyber defence italiana, ponendo l'accento sulla necessità di un coordinamento strutturato tra settore pubblico e privato per affrontare le minacce ibride e le sfide poste dall'intelligenza artificiale (IA).
Il fulcro del dibattito istituzionale si è concentrato sull'integrazione dell'IA nei sistemi di sicurezza nazionale. In un contributo scritto, il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha confermato una scadenza operativa cruciale: “La Difesa si doterà entro la fine del 2026 del Laboratorio di Intelligenza Artificiale per la Difesa, destinato a diventare un centro di eccellenza Nazionale per l’innovazione applicata”. Secondo il Ministro, il governo dei dati è ormai indissociabile dalla protezione degli interessi vitali del Paese, trasformando radicalmente l'intelligence e la capacità di deterrenza.
“La VI edizione dell’Innovation Cybersecurity Summit ha superato ogni aspettativa. In due giorni intensi abbiamo riunito istituzioni, Forze Armate, imprese e giovani innovatori attorno a un obiettivo comune: rendere l’Italia più sicura, più resiliente e più competitiva nel dominio digitale. Le proposte emerse, il livello degli interventi e la qualità del confronto dimostrano che, quandopubblico e privato lavorano insieme con visione strategica, possiamo trasformare le sfide della cybersicurezza in opportunità di crescita e leadership per il nostro Paese. Un ringraziamento va a tutti i partecipanti e alle istituzioni che hanno creduto in questo progetto: insieme abbiamo gettato le basi per una collaborazione concreta che dovrà proseguire nei prossimi mesi. L’Italia ha tutte le carte in regola per diventare un punto di riferimento europeo nella cyber defence e nell’innovazione per la sicurezza nazionale.” Così il Presidente dell’ANGI, Gabriele Ferrieri.
Hanno portato il loro contributo diversi rappresentanti del Governo e dei vari dicasteri.
“La disponibilità e il governo dell’IA e dei dati, vero centro di gravità della nuova rivoluzione industriale, sono oggi indissociabili dalla difesa nazionale e dalla protezione degli interessi vitali del Paese. Tali strumenti trasformano già oggi i sistemi autonomi, la cyber-difesa, l’intelligence e la capacità di deterrenza. Per questo, la Difesa ha adottato una propria strategia e si doterà entro la fine del 2026 del Laboratorio di Intelligenza Artificiale per la Difesa, destinato a diventare un centro di eccellenza Nazionale per l’innovazione applicata, il punto di aggregazione delle competenze e il motore di delivery delle principali soluzioni di IA per la Difesa. L’obiettivo è molto chiaro: passare dalla strategia alla esecuzione in tempi certi”. Così il Ministro della Difesa Guido Crosetto nella sua lettera come contributo al Summit.
“Siamo in una fase di transizione sistemica in cui la tecnologia è leva strategica di sviluppo e fattore decisivo di sovranità. Governare intelligenza artificiale, cybersicurezza e innovazioni emergenti significa rafforzare la resilienza del Paese, prevenire vulnerabilità e difendere il sistema produttivo da minacce sempre più pervasive, riconducibili anche ad apparati statali ostili e reti criminali. È necessario un approccio alla sicurezza integrato in cui tecnologie come IA, 5G e quantistica possano trasformare il rischio in opportunità e la sicurezza in fattore abilitante della competitività”. Così il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso nella sua lettera come contributo al Summit.
Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio: “Non bisogna aver paura delle innovazioni, delle novità e di quello che è lo sviluppo della scienza, della tecnoloia e dell'ingegno umano. Bisogna però sempre tener presente i limiti che queste soluzioni pongono, come i confini della nostra morale nel campo della genetica. Per quel che riguarda la cybersicurezza il punto è che si tratta di uno strumento stremamente vulnerabile, come sono vulnerabili tutti quanti gli elementi costruiti dall'uomo, e per questo stiamo prendendo in grandissima considerazione, con grandissima serietà, tutte queste problematiche per organizzare le difese. Difese che si organizzano a livello normativo e si organizzano a livello operativo".
“Le minacce cybernetiche sono un rischio crescente nelle nostre comunità, che riguarda certamente i singoli cittadini e la loro privacy, ma che possono pericolosamente colpire le pubbliche amministrazioni, danneggiare le imprese e anche le preziose infrastrutture energetiche che servono alla nostra sicurezza. Una grande attenzione comune a questi temi, senza sottovalutazioni, cheparta proprio dalla spinta dei più giovani, può essere la migliore risposta verso uno sviluppo sostenibile anche a livello sociale, che per affermarsi ha bisogno di una società del domani più connessa e più sicura”. Così il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin nella sua lettera come contributo al Summit.
“Con la tecnologia digitale abbiamo capito che la sovranità non è più solamente un concetto legato ai confini fisici. Si misura anche attraverso la dislocazione dei cavi sottomarini e dei satelliti. Passa attraverso la localizzazione dei data center, nelle reti di telecomunicazione, nelle catene del software e nelle chiavi crittografiche che proteggono le nostre informazioni e le nostre transazioni. Questa espansione del concetto di sovranità è anche il motivo per cui la cybersicurezza è uscita definitivamente dal perimetro tecnico in cui si trovava fino a pochi anni fa. Oggi parlare di sicurezza cyber significa discutere di sicurezza nazionale, di politica industriale e di posizionamento geopolitico: in una parola, di sovranità”. Così invece Alessio Butti, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, nel suo videomessaggio come contributo all’Innovation Cybersecurity Summit.
La Unimarconi, in qualità di host partner, ha sottolineato: ”L’Innovation Cybersecurity Summit rappresenta un’importante occasione di confronto su un tema oggi centrale per lo sviluppo del Paese – così il Presidente di Unimarconi, Alessio Acomanni - Ospitare questa iniziativa conferma l’impegno dell’Università degli Studi Guglielmo Marconi nel promuovere il dialogo tra istituzioni, imprese e mondo accademico sui temi dell’innovazione e della sicurezza digitale. In un contesto in continua evoluzione, riteniamo fondamentale contribuire alla formazione di competenze qualificate e alla diffusione di una cultura digitale consapevole, in grado di sostenere la competitività e la resilienza del sistema Paese.”
Hanno partecipato attivamente come main partner e contributor anche importanti realtà del settore privato. Numerosi gli interventi di esperti del settore che hanno analizzato l’andamento del mercato e la resilienza delle infrastrutture critiche.
“La sfida più rilevante consiste nel bilanciare le esigenze di sicurezza, necessarie per mitigare gli effetti delle minacce ibride, con il rispetto delle prescrizioni normative. A ciò si aggiunge la necessità di gestire in modo efficace e strutturato le complessità derivanti dall’interdisciplinarità dei diversi settori coinvolti. In questo contesto, il ruolo dei gestori dei servizi essenziali di pubblica utilità è destinato a diventare sempre più determinante nel panorama della sicurezza nazionale”. Così Alessandro Manfredini Direttore Group Security e Cyber Defence - A2A e Presidente Aipsa.
“In un contesto storico complesso in cui la tecnologia AI accelera la produttività - afferma Marco Molinaro Responsabile Cybersecurity di Accenture - dobbiamo riconvertire il modo di lavorare con questi nuovi strumenti della professione, passando da un modello di controllo human-in-the-loop a un modello di governo human-in-the-lead. Questo approccio tutela la resilienza e la continuità operativa delle organizzazioni, elevando il ruolo dell’individuo”.
“Le minacce che dobbiamo affrontare non arrivano frontalmente scivolano lungo le connessioni tra un operatore e l'altro, attraversano il confine tra pubblico e privato, si insinuano dove i controlli sono divisi. Per questo il partenariato tra imprese e istituzioni deve smettere di essere un principio e diventare una pratica: condivisione reale di dati e segnali, in tempo utile, con l'intelligenza artificiale come strumento che permette di intercettare i problemi prima che diventino incidenti. Oggi quella condizione non è ancora garantita. È da qui che dobbiamo partire”. Così Giuseppe Mocerino Presidente di Netgroup SpA.