Conti pubblici blindati, la promozione di Moody’s

05 dicembre 2025 | 07.57
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In un quadro di generale incertezza, il rigore nei conti pubblici resta un punto fermo. Un approccio chiaro, che la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti hanno imposto fin dall’inizio di questa legislatura, apprezzato e valorizzato nei giudizi delle agenzie di rating. Con una decisione storica, Moody's ha promosso il rating sovrano dell'Italia dopo 23 anni, elevando il suo giudizio da Baa3, il livello più basso dell'investment grade, a Baa2. L'outlook del Paese passa da positivo a stabile. L’Agenzia ha motivato la decisione riconoscendo la scelta fatta dal governo: "Il miglioramento del rating riflette un percorso coerente di stabilità e decisioni politiche che migliorano l'efficacia di riforme economiche e di bilancio e degli investimenti attraverso il Pnrr". Moody's guarda inoltre "alla prospettiva di ulteriori azioni politiche a sostegno della crescita e del consolidamento fiscale oltre la scadenza del 2026" del Pnrr, attendendosi un debito in calo dal 2027 in poi. L'outlook stabile bilancia la possibilità di riforme che "potrebbero migliorare le prospettive di crescita dell'Italia", ma anche del fatto che "il calo del debito dipende da una crescita robusta e deficit primari crescenti". Uno scenario ritenuto realistico. "Dal momento che si è creato spazio fiscale contenendo la spesa corrente e aumentando le entrate, giudichiamo probabili questi investimenti", ha scritto nel suo giudizio l’Agenzia, riferendosi alla previsione, nella bozza della Manovra, di investimenti pubblici che resteranno al di sopra del 3,5% del Pil nel periodo 2026-2028. Un livello sostenuto di investimenti pubblici, è la previsione, "migliorerà il profilo di credito dell'Italia attraverso infrastrutture e competitività, e sosterrà la crescita economica". Una delle principali conseguenze dei verdetti delle agenzie di rating è la forza dei titoli di Stato italiani. Nonostante le incertezze della crescita economica, resta solida la domanda di Btp e degli altri titoli del debito. Dopo le promozioni del rating da parte di S&P in primavera, Fitch in ottobre, e Moody's a novembre, complici la stabilità politica, i rendimenti attraenti, una politica di bilancio prudente e la strategia retail del Mef fra Btp Italia, Btp Più e Btp Valore, si è registrato un e consistente aumento della domanda che, insieme al contributo degli investitori esteri, aiuta a compensare la diminuzione dei Btp in pancia alla Bce, tramite Bankitalia.

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