Eruzione Etna, caos voli in Sicilia: stop aeroporto Catania prolungato fino alle 2 del 14 agosto

Lo stop ha riguardato nelle scorse ore anche ai voli sull'aeroporto di Comiso, cenere del vulcano arrivata fino in Libia e a Malta

Eruzione Etna, stop ai voli - Ipa
Eruzione Etna, stop ai voli - Ipa
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12 agosto 2026 | 09.18
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Voli in arrivo e in partenza sospesi, fino alle 02.00 di venerdì 14 agosto, all'aeroporto di Catania a causa della continua attività eruttiva dell'Etna e della conseguente emissione di cenere.

"A causa dell’attività eruttiva dell’Etna e contestuale emissione di cenere vulcanica in atmosfera, è stata disposta l’estensione della chiusura degli spazi corrispondenti al settore B3. Sono sospese le attività di volo in arrivo e partenza all’aeroporto di Catania fino alle 02:00 ora locale del 14 agosto. I passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree", rende noto la Sac, società che gestisce lo scalo etneo.

La nube di cenere dell'Etna, in attività da giorni, continua per altro a muoversi verso sud e sudovest. Lo fa sapere nel suo bollettino il Vaac (Volcanic Ash Advisory Center) di Tolosa, secondo cui le ceneri si stanno spostando dalla Sicilia verso la parte orientale di Malta e il nord della Libia, ma con concentrazioni minori.

Confesercenti Sicilia: "Serve piano B"

Sulle limitazioni operative dell’aeroporto di Catania si è espresso Vittorio Messina, presidente di Confesercenti Sicilia: "L’Etna è un fenomeno naturale imprevedibile e nessuno può impedire a un vulcano di eruttare. Ma non possiamo considerare imprevedibili le conseguenze che un’eruzione può determinare sulla mobilità di una regione. Ancora una volta ci troviamo a fare i conti con la sospensione dei voli e con pesanti ripercussioni su passeggeri, imprese e turismo. E la domanda è sempre la stessa: dov’è il Piano B?”.

Stiamo parlando di uno degli aeroporti più importanti d’Italia per numero di passeggeri, un’infrastruttura strategica non soltanto per Catania e per la Sicilia orientale, ma per l’intera economia dell’Isola - afferma - Non possiamo continuare a gestire le conseguenze delle eruzioni esclusivamente attraverso provvedimenti emergenziali assunti quando l’emergenza è già iniziata. È evidente che la sicurezza deve essere sempre la priorità e che, quando le condizioni non consentono di operare, la sospensione dei voli è inevitabile. Ma proprio perché l’Etna è un vulcano attivo, e sappiamo che eventi di questo tipo possono verificarsi, è indispensabile disporre preventivamente di un sistema alternativo di collegamenti. Un vero Piano B dovrebbe prevedere procedure già definite per il trasferimento dei voli sugli altri scali siciliani, in particolare Comiso, ma anche un sistema di collegamenti terrestri straordinari, assistenza ai passeggeri e un coordinamento immediato tra aeroporti, compagnie aeree, Regione, Protezione civile e sistema dei trasporti”.

“Non possiamo chiedere all’Etna di essere prevedibile - conclude - Possiamo però chiedere alle istituzioni di esserlo.Una regione che aspira a essere una grande destinazione turistica internazionale deve avere un sistema di mobilità capace di reagire immediatamente agli eventi naturali senza lasciare passeggeri e imprese in balia dell’emergenza”.

Musumeci: "A essere fuori posto non è un vulcano ma l'aeroporto di Catania"

Rispetto alle polemiche sul'aeroporto di Catania e la sua gestione dell'emergenza è intervenuto anche il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci: "Ad essere fuori posto non è il vulcano ma l’aeroporto", ha detto, specificando che "quanto sta accadendo in questi giorni negli aeroporti di Catania e Comiso, con cancellazioni, ritardi e pesanti disagi per migliaia di cittadini e turisti nel pieno della stagione estiva, ripropone un problema che la Sicilia conosce da tempo".

"Non lo ricordo - sottolinea - per rivendicare primogeniture né per alimentare polemiche, ma solo per un invito alla riflessione di tutti. Già nel 1999, da presidente della Provincia di Catania, avevo evidenziato i limiti dello scalo di Fontanarossa e della sua particolare vulnerabilità legata alla vicinanza con l’Etna. Non ci limitammo a sollevare il problema: inserimmo nel Piano territoriale provinciale la proposta di una delocalizzazione dello scalo; facemmo inoltre elaborare uno studio preliminare per un nuovo aeroporto nella Piana tra Catania ed Enna, pensato al servizio di sette province su nove. Quella mia idea non trovò sostegno. Da allora sono trascorsi quasi trent’anni, il traffico aereo e i flussi turistici sono cresciuti enormemente, mentre le conseguenze delle eruzioni dell’Etna continuano periodicamente a condizionare l’operatività degli aeroporti orientali e a renderli, sul piano reputazionale, poco attrattivi in termini di mobilità e accessibilità. Tornai sul tema da presidente della Regione, incontrando la ostilità della società di gestione e l’indifferenza degli enti locali interessati".

"Non si tratta oggi di sostenere che quella mia iniziativa debba essere necessariamente ripresa così come era stata concepita allora. Ma è difficile negare che i fatti di questi giorni dimostrano una sola cosa: ad essere fuori posto non è il vulcano ma l’aeroporto. Credo che il problema esista e meriti una riflessione seria e lungimirante nella programmazione delle grandi infrastrutture, con una visione a lungo termine. Si tratta solo di decidere quale ruolo debba avere la Sicilia nel futuro della crescente mobilità aerea", conclude.

Riprotetti oltre 50 voli tra Palermo, Trapani e Comiso

Sac fa sapere che sta continuando a lavorare, insieme alle istituzioni, alla Protezione Civile e agli altri scali siciliani, per supportare le compagnie aeree ad assicurare la massima continuità possibile dei collegamenti e l’assistenza ai passeggeri.

Solo nella giornata di oggi sono stati riprotetti oltre 50 voli tra Palermo, Trapani e Comiso portando il contributo di quest’ultimo a oltre 140 voli dall’inizio dell’emergenza. "La sicurezza resta, in ogni caso, il criterio prioritario di ogni decisione. L’evoluzione del fenomeno vulcanico viene monitorata costantemente e la programmazione dei voli viene adeguata sulla base delle determinazioni delle autorità competenti e delle condizioni di sicurezza", si legge in una nota.

Sac continua a "garantire il presidio delle infrastrutture e la piena operatività di tutte le strutture in attesa che le condizioni permettano la ripresa delle regolari attività".

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