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Psicanalisi low cost in tempo di crisi, una seduta al costo di pizza e birra

22 maggio 2014 | 20.03
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Ferri (Presidente della Società psicoanalitica italiana): “Falso preconcetto sui costi, gli analisti valutano la necessità dei pazienti”. E annuncia: “Si punta a creare centri clinici di consultazione che si possano convenzionare con il Servizio sanitario nazionale”

Una scena  del film ‘La stanza del figlio’
Una scena del film ‘La stanza del figlio’

Psicanalisi cura da ricchi? Non è più così e, in tempo di crisi, gli analisti si attivano perché la difficile fase economica non sancisca un ritorno al passato. Tariffe low cost, tagliate sulle esigenze dei pazienti sono da tempo una realtà, come forme di consulenza che richiedono meno sedute e il progetto, già attuato in alcuni casi, di aprire centri per offrire le prestazioni professionali, oggi possibili solo negli studi privati, in forme più simili al pubblico. “La crisi c’è per tutti, ne siamo consapevoli e lavoriamo per trovare soluzioni che possano aiutare anche i pazienti a non rinunciare al trattamento”, spiega all’Adnkronos Salute Antonino Ferro, presidente della Società psicoanalitica italiana (Spi) che oggi aprirà a Milano il congresso nazionale della Società.

“Molti analisti hanno abbassato da tempo i loro onorari che oggi sono molto ragionevoli e vengono prevalentemente stabiliti in base alle esigenze del paziente - spiega Ferro - Si tratta di professionisti privati che non hanno tariffe stabilite, ma le sedute spesso costano quanto una pizza e una birra”, insomma anche meno 20 euro, considerando pero’ che le normali terapie psicanalitiche prevedono “dalle tre alle 4 sedute la settimana”. Anche questi tempi che oggi difficilmente le persone possono permettersi.

Da qui la nascita di forme di ‘consultazione prolungata’: “Proponiamo in molti casi consulenze intensive, che permettono di capire il problema e valutare se c’è necessità di una psicoanalisi o se sono sufficienti le consultazioni”, aggiunge Ferro. “La psicanalisi - assicura - è nella mia esperienza l’unico metodo efficace contro la sofferenza psichica profonda. Non può essere sostituita con forme di psicoterapie brevi, più adatte a situazioni depressive, a crisi legate a situazioni di vita o altro. Purtroppo in Italia non c’è nessun tipo d’aiuto pubblico per l’analisi, come invece accade in altri Paesi, la Svizzera o la Germania, ad esempio. In Finlandia l’analisi è addirittura rimborsata. Stiamo lavorando a un progetto per realizzare servizi clinici in centri e speriamo si possano in futuro convenzionare con il Servizio sanitario nazionale”. Un’idea già concretizzata in alcune esperienze: “All’Enel e al ministero della Salute, ad esempio, dove sono state previste consulenze gratuite o a costo limitato”.

La crisi non tocca invece le ‘vocazioni’ degli aspiranti psicanalisti. “La Spi, che rappresenta la fetta più ampia di quelli italiani - riferisce Ferro - ha 800 iscritti e 200 professionisti in formazione candidati all’iscrizione. Ogni anno sono circa 50 le richieste da parte degli studenti”. Rispetto al passato, inoltre, si amplia anche il target di chi si sdraia sul lettino. “I nostri pazienti - precisa - appartengono a tutte le fasce sociali, è solo un cliché quello di una terapia riservata ai benestanti”. Negli ultimi anni, inoltre, “si è registrata una notevole apertura alla cura delle sofferenze psichiche dei bambini. Ci sono stati anche bimbi molto piccoli, dai due anni in su, trattati”. Utilizzando ovviamente strumenti diversi di analisi “come il gioco, il disegno”, conclude Ferro.

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