Bari, operaio ucciso in strada. Guardia giurata confessa: "Ero geloso"

La vittima di 38 anni è stata freddata con quattro colpi di pistola, mentre era sulla sua bici elettrica. L'omicida ha usato la sua pistola d'ordinanza, una calibro 9. Dopo il delitto ha scritto un messaggio alla zia che faceva temere un possibile gesto autolesionistico

Ambulanza - Fotogramma
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30 giugno 2026 | 11.27
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E' stato sottoposto a fermo dalla procura di Bari il quarantenne Alessandro Barcellona, guardia giurata, che ha confessato l'omicidio di Alessandro Signorile, operaio di 38 anni, ucciso questa mattina alle 10, a Carbonara con quattro colpi di pistola, una calibro 9, mentre era sulla sua bici elettrica in via De Marinis. L'uomo avrebbe utilizzato l'arma di ordinanza.

Il movente della gelosia

Secondo gli investigatori, il movente sarebbe la gelosia. L'uomo avrebbe scoperto mesi fa con un sistema di videocamere a casa sua, una relazione telefonica tra la vittima e la sua compagna. Dopo un periodo di allontanamento, il 21 giugno era tornato a casa, ma la donna gli aveva comunicato la volontà di chiudere definitivamente la relazione. Una circostanza confermata da vari testimoni.

Durante l'interrogatorio, Barcellona ha raccontato di aver incontrato Signorile, poco prima del delitto e di aver avuto con lui un acceso diverbio verbale, che a suo dire sarebbe stato offensivo nei suoi confronti e verso la donna. Al momento dell'omicidio e del fermo, l'uomo era in sella a una moto di grossa cilindrata.

l messaggio alla zia

Poco dopo alla stazione dei carabinieri della vicina cittadina di Valenzano si è presentata la zia dell'uomo che ha riferito di essere preoccupata per il messaggio WhatsApp, ricevuto in mattinata dal nipote che faceva presagire un possibile gesto autolesionistico. La donna ha anche detto di aver appreso che Barcellona si stava recando a un ufficio di polizia proprio a seguito dell'omicidio di una persona. L'uomo è stato intercettato e bloccato dai carabinieri sul Lungomare Vittorio Veneto nel centro della città, non lontano dalla Questura. Nel corso della perquisizione nel giubbotto gli è stata trovata una pistola Stoger contenente 11 proiettili a fronte di una capienza massima di 15.

Le immagini delle telecamere

Dall'esame delle immagini delle telecamere della videosorveglianza privata, installate su via De Marinis, gli investigatori hanno potuto osservare l'arrivo della vittima a bordo della sua bici elettrica, il colloquio con alcuni passanti e l'arrivo successivo di Barcellona in sella alla motocicletta di grossa cilindrata con cui si sarebbe affiancato a Signorile. Quindi, sempre da quanto si vede nel video, gli avrebbe puntato la pistola esplodendo alcuni colpi che lo hanno fatto cadere per terra. Subito dopo si è diretto verso via De Gasperi la strada che collega il quartiere al centro della città. Abbigliamento, moto, casco corrispondono a quelli esaminati al momento del fermo. I bossoli trovati a terra e repertati sono dello stesso calibro di quelli dell'arma detenuta da Barcellona. La confessione di quest'ultimo davanti al pubblico ministero di turno Larissa Catella e del procuratore aggiunto Milto De Nozza e alla presenza del suo avvocato hanno trovato riscontro negli indizi e in quanto riferito ad alcuni familiari nell'immediatezza del delitto. Lo stesso movente è stato ricostruito anche grazie a quanto raccontato agli investigatori dai parenti e dalla stessa convivente.

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