Caso Yara, difesa Bossetti chiede nuovi accertamenti: l'istanza dopo l'acquisizione delle foto del Ris

Il legale dell'uomo condannato all'ergastolo per l'omicidio della giovane all'Adnkronos: "Trovati elementi deflagranti, fiduciosi in ottica revisione". Al centro gli abiti della vittima

Massimo  Bossetti nel giorno dell'arresto per l'omicidio di Yara Gambirasio - Fotogramma
Massimo Bossetti nel giorno dell'arresto per l'omicidio di Yara Gambirasio - Fotogramma
25 giugno 2026 | 12.10
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I difensori di Massimo Giuseppe Bossetti, condannato all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio, hanno depositato alla Corte d'Assise di Bergamo, quale giudice dell'esecuzione, un'istanza finalizzata a ottenere "l'autorizzazione allo svolgimento di accertamenti tecnico-scientifici su reperti e campioni biologici tuttora esistenti". L'iniziativa costituisce il naturale sviluppo del percorso processuale delineato dalla Corte di Cassazione con il provvedimento del 26 luglio 2023, che prima aveva autorizzato la difesa "alla sola osservazione dei reperti, rinviando ad una successiva fase l'eventuale richiesta di ulteriori approfondimenti tecnici".

Per la difesa rappresentata da Claudio Salvagni e Paolo Camporini, "è opportuno precisare che gli elementi oggi posti a fondamento dell'istanza sono emersi soltanto all'esito delle attività autorizzate dal giudice dell'esecuzione e, in particolare, dopo la recente acquisizione e consegna alla difesa della documentazione fotografica ad alta risoluzione realizzata dal Ris di Parma nel corso delle indagini".

Leggins, slip, scarpe, felpa e giubotto: gli abiti di Yara al centro

L'analisi degli abiti della vittima (leggings, slip, scarpe, felpa e giubbotto) custoditi rispettando la catena di conservazione, ma anche nuovi approfondimenti che si sono resi necessari dopo la consegna della documentazione delle foto in alta definizione realizzata dal Ris di Parma. E' da qui - secondo quanto apprende l'Adnkronos - che la difesa di Massimo Bossetti riparte per cercare di riaprire un caso chiuso nel 2018 con la sentenza definitiva della Cassazione.

Dopo una lotta di cinque anni conclusa con l'ok alla visione degli ultimi indumenti indossati dalla 13enne, ora i legali Claudio Salvagni e Paolo Camporini provano un altro passo avanti nelle indagini difensive chiedendo di poter svolgere ulteriori approfondimenti sui reperti confiscati. Una richiesta che sarà valutata dalla Corte d'Assise di Bergamo, con un'udienza i camera di consiglio, chiamata a risolvere i nuovi dubbi della difesa emersi sulla base di elementi noti solo dopo che il verdetto è diventato definitivo.

L'avvocato: "Elementi emersi sono deflagranti"

La richiesta della difesa di Bossetti è "ovviamente funzionale alla revisione. Siamo molto fiduciosi - spiega l'avvocato Claudio Salvagni all'Adnkronos - perché gli elementi emersi sono deflagranti. Confidiamo nell’indagine difensiva, speriamo non venga ostacolata ancora e che questa volta si possa dare una spallata al tutto". Anche Bossetti, detenuto nel carcere di Bollate, "è fiducioso come sempre" riferisce il legale che difende il condannato con il collega Paolo Camporini.

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