Capo del dipartimento della Protezione civile: "Si sta lavorando in maniera molto veloce per identificare famiglie e imprese che hanno necessità di essere assistite". Schlein: "Per le regioni colpite dal maltempo usare i fondi stanziati per il Ponte"
La frana di Niscemi è ancora attiva e sta scendendo verso Gela. "In questo momento esiste una fascia di 150 metri dal margine della frana, inserito in una zona rossa nell'attesa di quelle che sono poi le verifiche puntuali e precise che verranno fatte nei prossimi giorni. Ovviamente la frana deve fermarsi: noi stiamo parlando, in questo momento, di un contesto in cui la frana è ancora pienamente attiva - spiega il capo del dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano al Tg2 Post - Quindi, fino a quando la frana non sarà ferma non sarà possibile fare questo tipo di valutazione. È ovvio però che le case al momento perfettamente prospicienti il margine di frana, sono case che non potranno più essere abitate ma dovranno essere distrutte e demolite, se non ci pensa la frana che avanza. Ed è chiarissimo che queste case, anche se alcune di queste sembrano perfettamente integre, sono talmente pericolose che neanche i vigili del fuoco potranno entrare per recuperare i beni di queste famiglie".
"Il discorso delle imprese" e quello "dei ristori per le famiglie", spiega Ciciliano, "sono seri: si sta lavorando in maniera molto veloce per identificare in maniera puntuale tutte quelle che sono le famiglie e imprese che hanno necessità di essere assistite fin dal primo momento. In questa direzione ci si sta muovendo: per essere chiari, domani mattina già attraverso un sistema informatico proprietà del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, si farà un'azione puntuale e precisa di censimento. Quelle che dovranno essere primariamente ristorate sono le famiglie che hanno lì una dimora abituale, ordinaria, non certamente le seconde case che sono ovviamente importanti ma entrano in un secondo momento nella valutazione della gestione dell'emergenza".
La frana di Niscemi, prosegue il capo della Protezione civile, "è una frana che era già conosciuta: la prima memoria storica è della seconda metà del '700. È una zona argillosa che è ampiamente conosciuta, e che in questo momento vede l'intero versante che si sta spostando integralmente verso la piana di Gela. Non soltanto la frana, ma tutto ciò che è 'a destra della frana': tutto sta scendendo verso la piana di Gela, a tal punto che ci sono addirittura degli allevamenti che stanno scendendo verso valle. La situazione - conclude Ciciliano - è veramente molto complessa".
"Oggi siamo stati a Niscemi, abbiamo visto una situazione drammatica ma abbiamo garantito a tutti i cittadini, a quelli sfollati, che avranno una casa. La Regione si occuperà di loro, non li trascurerà. Adesso stiamo definendo i criteri per fissare i primi contributi agli imprenditori danneggiati. A breve uscirà il bando e subito dopo i primi finanziamenti. Siamo sempre qui sul pezzo per i siciliani", ha detto il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani in un video pubblicato su Facebook.
A Niscemi e a Riposto si è recata la leader dem Elly Schlein. "E' impressionante, è una violenza brutale quella con cui il ciclone Harry si è abbattuto su questi territori", ha detto la segretaria del Pd. "La nostra vicinanza va a tutte le comunità colpite, in Sicilia, in Calabria, in Sardegna. Faremo la nostra parte anche in Parlamento, così come a livello regionale e locale per dare tutto il supporto necessario, le cose su cui ci stiamo concentrando sono queste - ha sottolineato - I danni sono ingenti alle attività economiche, alle attività agricole, alle infrastrutture e anche alle case, alle persone".
Per Schlein "la prima questione sono le risorse, bisogna trovarle perché i danni stimati nelle tre regioni più colpite sono stati di circa 2 miliardi, quindi sono insufficienti le risorse stanziate ieri, quei 100 milioni, bisogna trovarne di più. Noi abbiamo proposto, ad esempio, di dirottare immediatamente un miliardo che era stato messo sul progetto del Ponte di Messina per il 2026, che chiaramente non potrà essere usato per effetto dello stop della Corte dei Conti. Perché non darlo immediatamente in disponibilità a questi territori, a queste comunità, per dare subito un segnale?", la richiesta della leader dem.