Tra gli indagati anche gli ultimi quattro presidenti della Regione siciliana, in carica dal 2010 al 2026, e i capi della Protezione civile regionale dal 2010 al 2026
Sono 13 le persone indagate dalla Procura di Gela (Caltanissetta) nell'ambito della inchiesta sulla frana di Niscemi (Caltanissetta) per disastro colposo. Lo ha detto il Procuratore capo Salvatore Vella nel corso di una conferenza stampa in Tribunale. Sono decine le audizioni condotte dalla magistratura, che ha sentito in questi mesi tecnici, funzionari e dirigenti, tutti ascoltati come persone informate sui fatti. Oggi la svolta. Nei prossimi giorni le audizioni degli indagati.
Secondo quanto emerge dall'indagine coordinata dalla Procura di Gela, tra i 13 indagati per la frana risultano iscritti anche gli ultimi quattro presidenti della Regione siciliana, in carica dal 2010 al 2026: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci e il Governatore in carica Renato Schifani.
Nel registro degli indagati risultano iscritti anche i capi della Protezione civile regionale dal 2010 al 2026, tra cui Calogero Foti e l'attuale Salvatore Cocina. Indagati anche i direttori generali della Regione preposti all'ufficio contro il dissesto idrogeologico e il responsabile dell'Ati che avrebbe dovuto eseguire le opere di mitigazione appaltata a inizio 2000.
"Ripongo massima fiducia nel lavoro della magistratura, convinto che accerterà i fatti in tempi brevi - ha detto Schifani - Affronto questa situazione con tranquillità, consapevole di aver sempre operato con correttezza e senso delle istituzioni. Vado avanti nell'espletamento delle mie funzioni con serenità e determinazione, anche in virtù dei risultati fin qui raggiunti".
"Ho appreso di essere indagato dalla stampa, non ho ricevuto alcun avviso di garanzia - ha dichiarato Crocetta all'Adnkronos - Aggiungo che durante il mio mandato non sono arrivati progetti di consolidamento o segnalazioni di rischi che riguardassero Niscemi". "Non so fra l'altro di che cosa potrei essere accusato - ha aggiunto - dal momento che quando io sono diventato presidente erano già trascorsi 15 anni dall'evento. Aggiungo che nessuno mi ha mai presentato un'idea, un progetto, una sollecitazione. Quindi di cosa dovrei rispondere? Di non avere fatto qualcosa di cui non ero a conoscenza?".
"Se mi dovesse arrivare l'avviso di garanzia e sarò interrogato spiegherò ai magistrati che non c'entro nulla", ha detto ancora l'ex governatore, "amareggiato" perché "sono stato il presidente della Regione che più ha investito sul dissesto in questi anni. Tutti i progetti presentati durante il mio governo sono stati finanziati. Ovviamente non potevo intervenire laddove nessuno mi segnalava niente e nessuno ha presentato richieste e progetti".
"Apprendo dalla stampa la notizia della mia iscrizione nel registro degli indagati per la frana di Niscemi - ha affermato Lombardo - Ritengo si tratti allo stato di un atto dovuto attesa la complessità degli accertamenti che dovrà condurre la procura della Repubblica di Gela. Come sempre ripongo la doverosa fiducia nell'operato degli inquirenti e auspico che a breve sia chiarita la mia assoluta estraneità ai fatti".
"In questa prima fase" l'inchiesta della Procura di Gela sulla frana di Niscemi "riguarda sostanzialmente le opere che avrebbero dovuto essere realizzate e non sono state realizzate per mitigare il rischio che la frana del 2026 ha visto, invece, realizzarsi", ha detto il procuratore Vella nel corso della conferenza stampa. Dopo la frana di Niscemi del 1997 furono fatti i primi interventi per mettere il territorio in sicurezza. E "su questa fase non ci sono allo state contestazioni da parte nostra", ha spiegato. Le criticità sono emerse successivamente, a partire dal novembre 2010.
Lo smottamento avvenuto a Niscemi nel gennaio scorso "è la frana più grande d'Europa - ha detto il procuratore - Già nel 1997 c'erano delle indicazioni precise sulle cose da fare, ma non sono state fatte. Nelle casse della Regione ci sono ancora 12 milioni di euro a disposizione per i lavori".