IA, Carraro: "L'Europa rischia di diventare una colonia digitale"

A Bruxelles doppio appuntamento con EuroPCom e Edih Summit

09 giugno 2026 | 15.32
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"L'AI Act è un passaggio storico e necessario. Ma se l'Europa pensa di poter competere soltanto regolando tecnologie sviluppate altrove, ha già perso la partita. Nessuna norma può sostituire la capacità di costruire infrastrutture, competenze e innovazione. Per anni abbiamo discusso di Intelligenza Artificiale come di una questione industriale. Oggi dobbiamo riconoscere che il tema è diventato politico, economico e democratico. Le grandi piattaforme non sono più soltanto aziende: sono infrastrutture di potere che influenzano informazione, opinione pubblica e processi decisionali". Così Gualtiero Carraro, titolare di Carraro Lab e relatore ufficiale a EuroPCom, uno dei due eventi sull'innovazione e la trasformazione digitale che si terrà a Bruxelles domani, mercoledì 10 giugno. EuroPCom 2026 analizzerà l'impatto dell'IA sulla comunicazione pubblica, sull'informazione e sulla tenuta delle democrazie europee in un contesto sempre più influenzato dalle grandi piattaforme digitali. L'altro evento, l'Edih Summit 2026, affronterà invece le ricadute economiche, industriali e formative della rivoluzione tecnologica in corso e vedrà la partecipazione di Roberto Carraro (Carraro Lab).

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Per Carraro il vero nodo riguarda la crescente dipendenza tecnologica europea. "Quando un continente dipende da soggetti esterni per il cloud, i modelli di Intelligenza Artificiale, i sistemi di ricerca, le piattaforme social e la gestione dei dati, non siamo più davanti a una semplice dipendenza tecnologica - dice - Siamo davanti a un problema di sovranità. L'Europa deve decidere se vuole essere protagonista della rivoluzione digitale o diventare una colonia tecnologica governata da infrastrutture costruite altrove". Una posizione che si inserisce nel più ampio confronto europeo sulla necessità di ridurre il divario tecnologico con le grandi potenze globali e di costruire un modello di sviluppo alternativo. "La vera sfida non è scegliere tra Silicon Valley e Pechino - continua - La vera sfida è costruire una terza via europea capace di coniugare innovazione, libertà, competitività e tutela dei diritti. L'Europa non deve limitarsi a rincorrere le Big Tech. Deve avere il coraggio di cambiare paradigma".

In questo quadro assume particolare rilevanza il tema della Private AI e delle nuove architetture distribuite, considerate da Carraro una delle possibili risposte alla concentrazione del potere tecnologico globale. "Per anni abbiamo accettato che dati, capacità computazionale e intelligenza, fossero concentrati in poche piattaforme globali - afferma - Oggi esistono tecnologie che consentono di distribuire l'intelligenza, riportandola dentro le imprese, le amministrazioni e i territori. È qui che l'Europa può costruire il proprio vantaggio competitivo. La sovranità digitale non si conquista con gli slogan ma creando infrastrutture europee, competenze europee e modelli europei". Occorre inoltre capire la tecnologia prima di adottarla e, in questa chiave, Carraro presenterà all’EuroPCom la nuova piattaforma digitale per la formazione all’AI Literacy, la formazione obbligatoria all’uso consapevole e competente dell’intelligenza artificiale, rivolta a istituzioni, aziende, scuole. "La partita dell'IA non riguarda soltanto il futuro della tecnologia. Riguarda il futuro della nostra economia, della nostra democrazia e della nostra libertà - evidenzia Carraro - Le decisioni che prenderemo nei prossimi anni determineranno chi controllerà le infrastrutture della conoscenza, dell'informazione e dell'innovazione nel XXI secolo".

Parallelamente, nell'ambito dell'Edih Summit 2026, Roberto Carraro - speaker all'Edih Summit sulle applicazioni dell'Intelligenza Artificiale nella formazione e nel turismo - presenterà le applicazioni dell'IA per la formazione delle professioni del futuro, con particolare attenzione al settore turistico, illustrando come l'IA possa diventare uno strumento concreto per accelerare la crescita delle competenze, sostenere la competitività delle PMI e accompagnare la trasformazione dei territori. Si deve passare “dalla education alla eduAction”, sviluppando competenze nelle nuove applicazioni specializzate dell’AI in ambito professionale. Anche in questo caso si presentano soluzioni digitali: piattaforme e laboratori specializzati già adottati da Istituti turistici e alberghieri e ITS Academy in Italia, dall’Hotel Management alla sicurezza nel turismo, dal marketing al Destination Management. Un contributo che completa il quadro della presenza italiana a Bruxelles e che evidenzia come la sfida dell'Intelligenza Artificiale non riguardi soltanto la tecnologia, ma anche la capacità di formare persone, imprese e pubbliche amministrazioni a governarne il cambiamento. Da Bruxelles, il messaggio che arriva dai due appuntamenti europei è chiaro: il futuro dell'Intelligenza Artificiale non sarà determinato esclusivamente dall'evoluzione tecnologica, ma dalla capacità delle istituzioni, delle imprese e dei cittadini di costruire un modello di sviluppo che coniughi innovazione, competitività, diritti e democrazia.

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