Imam Shahin libero in località riservata del Nord Italia, lunedì udienza Tar su espulsione

L'imam della moschea di Torino raggiunto dai familiari, quattro i procedimenti in corso che lo riguardano

Milano, manifestazione pro Pal in solidarietà con l'imam Shahin  - Fotogramma /Ipa
Milano, manifestazione pro Pal in solidarietà con l'imam Shahin - Fotogramma /Ipa
16 dicembre 2025 | 14.23
LETTURA: 4 minuti

Tornato ieri in libertà dopo il pronunciamento della Corte d’Appello di Torino, l’imam della moschea di via Saluzzo a Torino Mohamed Shahin sempre ieri ha lasciato il Cpr di Caltanissetta, dove era trattenuto, e ha raggiunto il nord Italia, ma non Torino, e ora si trova in una località riservata dove è stato raggiunto dai familiari.

Intanto, lunedì, al Tar del Lazio ci sarà l’udienza per la sospensiva sul ricorso contro l’espulsione che era stata ordinata dal ministero dell’Interno a seguito di alcune frasi pronunciate dall’imam durante una manifestazione pro Palestina nel capoluogo piemontese.

Dalla protezione internazionale all'espulsione, i 4 procedimenti in corso

Sono quattro i procedimenti in corso che riguardano l'imam egiziano della moschea di via Saluzzo: la revoca del permesso di soggiorno per soggiornante di lungo periodo, il decreto di espulsione firmato dal ministro dell'Interno, il trattenimento al Cpr e quello sulla richiesta della protezione internazionale.

La vicenda inizia il 9 ottobre quando durante una manifestazione pro Pal a Torino l'imam pronuncia frasi pro Hamas dicendosi ''d'accordo'' con la strage del 7 ottobre 2023 considerata una ''reazione all'occupazione israeliana dei territori palestinesi''. Per queste frasi, il 24 novembre scorso, il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, firma un decreto di espulsione dall'Italia. Nel provvedimento si sottolinea che Shahin avrebbe ''un ruolo di rilievo in ambienti dell'Islam radicale, incompatibile con i principi democratici e con i valori etici che ispirano l'ordinamento italiano'', sarebbe ''messaggero di un'ideologia fondamentalista e anti-semita'' essendosi anche reso ''responsabile di comportamenti che costituiscono una minaccia concreta attuale e grave per la sicurezza dello Stato''.

Il decreto viene convalidato e l'imam trasferito al Cpr di Caltanissetta. Qualche giorno dopo, incontrando nella struttura l’avvocato Anthony De Lisi, Garante dei detenuti della Regione siciliana, l'imam si difende dicendo che le sue parole sono state travisate. ''Mi dispiace tanto - dice - Sono un uomo di pace. Non ho un ruolo di rilievo in ambienti dell’Islam radicale, come è stato detto. Mi dispiace davvero se le mie parole sono state male interpretate. Chiedo di restare in Italia. Se verrò trasferito in Egitto, la mia vita sarà a rischio, non fatemi andare in Egitto…”.

Contro il trattenimento i legali di Shahin propongono ricorso in Cassazione e contemporaneamente propongono riesame, per prove nuove, davanti alla stessa Corte d'Appello di Torino. Ieri la Corte ha accolto il riesame e l'imam è tornato in libertà. Ha quindi lasciato il Cpr di Caltanissetta, dove era trattenuto, e ha raggiunto il nord Italia, ma non Torino, e ora si trova in una località riservata dove è stato raggiunto dai familiari. Sempre ieri contro l'ordinanza della Corte d'Appello di Torino il Viminale ha annunciato ricorso in Cassazione, che dovrà essere presentato entro cinque giorni dalla decisione.

Per quanto riguarda il decreto di espulsione inoltre il prossimo 22 dicembre si terrà l'udienza per la trattazione collegiale. Il provvedimento, del 26 novembre scorso, è stato infatti impugnato dagli avvocati dell'imam davanti al Tar Lazio, che ha rigettato l'istanza di misura cautelare monocratica e ha fissato quindi l'udienza per la trattazione collegiale appunto a lunedì prossimo.

Anche la revoca del permesso di soggiorno per soggiornante di lungo periodo è stata impugnata dagli avvocati di Shahin davanti al Tar del Piemonte, che ha rigettato l'istanza di misura cautelare monocratica e ha fissato l'udienza per la trattazione collegiale al 14 gennaio 2026. L'imam ha impugnato il rigetto di fronte al Consiglio di Stato, che ha dichiarato il ricorso inammissibile.

Infine c'è la richiesta della protezione internazionale avanzata dall'imam e che la Commissione per il riconoscimento della protezione internazionale di Siracusa aveva respinto. Anche verso questa decisione i legali di Shahin avevano presentato ricorso e ieri il Tribunale di Caltanissetta ha sospeso la decisione della Commissione.

Secondo quanto si legge nel decreto, "si ravvisano ragioni per disporre la sospensione dell'efficacia esecutiva del provvedimento impugnato" considerata anche "la complessità della vicenda in esame" come anche deciso dal Tar Piemonte nel provvedimento "di rigetto dell'istanza di sospensione della revoca del permesso di soggiorno di lungo periodo di cui il ricorrente era titolare".

Tra l'altro, sottolinea il Tribunale, "sono in corso di esame vari procedimenti legati alla posizione del ricorrente" ed effettivamente il suo rimpatrio, che "verosimilmente seguirebbe il rigetto dell'istanza di sospensione in esame, potrebbe causare al ricorrente un grave danno e, al contempo, porsi in contrasto, quanto meno, con il diritto al rilascio di un permesso di soggiorno". Contro questo provvedimento del Tribunale di Caltanissetta l'amministrazione può proporre reclamo cautelare alla Corte d'Appello entro 5 giorni.

Leggi anche
Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza