Napoli, 20enne ucciso a Ponticelli: oggi i funerali. Fermati due giovani, uno è minorenne

Dovranno rispondere dell'omicidio di Fabio Ascione, il 20enne incensurato ucciso martedì scorso con un colpo di pistola al torace

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14 aprile 2026 | 07.30
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Svolta nell'omicidio di Fabio Ascione, il 20enne incensurato ucciso martedì scorso con un colpo di pistola al torace. Nella notte due giovani di 23 e 17 anni sono stati fermati dai carabinieri a Napoli. Il 23enne si è consegnato, accompagnato dal suo legale, ai carabinieri di Napoli Poggioreale, mentre il minore - nipote di un elemento di spicco del clan De Micco - è stato raggiunto dai carabinieri nella sua abitazione. A sparare sarebbe stato il 23enne. I due giovani avevano appena compiuto una stesa di camorra per conto del clan De Micco.

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I due fermati devono rispondere per quanto concerne il maggiorenne di porto e detenzione illegale di armi, pubblica intimidazione con l'uso di armi e di omicidio, mentre il minore è indiziato dei reati di porto e detenzione illegale di armi e di pubblica intimidazione con uso di armi in concorso. Tutti i reati sono aggravati dal metodo mafioso.

Ai due indagati sono stati notificati due decreti di fermo emesso dalla Direzione distrettuale Antimafia e dalla Procura per i Minorenni di Napoli, che ora dovranno passare al vaglio dei giudici per la convalida.

Oggi i funerali

Intanto oggi si sono svolti i funerali del giovane. La cerimonia si è tenuta nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, nella zona est di Napoli, dove il feretro è arrivato tra l’abbraccio silenzioso di un intero quartiere. In prima fila la madre Rita, stravolta dal dolore, accanto a familiari, amici e tanti ragazzi del rione.

Sulla bara bianca la maglia del centro Bingo dove lavorava il 20enne, una maglia con il numero 7 e il suo cognome, oltre alla fotografia e ai rosari: simboli di un ultimo saluto carico di affetto e commozione.

Nel corso dell’omelia, l’arcivescovo di Napoli, cardinale Mimmo Battaglia, si è rivolto direttamente alla famiglia: “Carissima mamma di Fabio, voi oggi portate un dolore indicibile e vi trovate davanti a un vuoto che nessuno può colmare. Io non ho risposte facili. La Chiesa non ha risposte facili. Ma ha una parola chiara: se Cristo è risorto, Fabio risorge oggi con Lui”. E ancora: “Il vostro dolore è il nostro dolore, è il dolore di Dio stesso, inchiodato alla vostra croce. E da quella croce può nascere la speranza”.

Battaglia ha poi allargato il suo appello ai giovani del quartiere: “Non lasciate che questo dolore diventi chiusura o rabbia. Fatelo diventare scelta di vita, di bene, di speranza. Non permettete che vi rubino la speranza”.

Infine un messaggio più ampio a tutta la comunità: “Amiche e amici di Ponticelli, questo quartiere non è solo il luogo del dolore. Ma proprio per questo bisogna dire con forza: basta alla violenza, basta al silenzio, basta alla paura. Non è più tempo delle mezze parole. O dei commenti a distanza. O di aspettare che passi la nottata. Oggi è il tempo di scegliere. Ora è il momento di cambiare”.

Ascione colpito da un proiettile partito per errore

Fabio Ascione è stato ucciso da un proiettile partito per errore poco dopo le 5 del mattino di martedì 7 aprile mentre rientrava a casa da una notte di lavoro. Era dipendente di una sala bingo della zona, incensurato e ritenuto lontano dagli ambienti della camorra.

La complessa attività di indagine dei carabinieri coordinati dalle due Procure ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti del 23enne che, la notte dello scorso 7 aprile, mentre si trovava a bordo di uno scooter condotto dal 17enne lungo via Carlo Miranda nel quartiere Ponticelli, avrebbe esploso diversi colpi di pistola nei confronti degli occupanti di un'altra autovettura in transito ed alla presenza di più persone. Successivamente alla sparatoria, il 23enne - avvicindosi al 20enne Ascione Fabio estraneo ai fatti - brandendo la pistola avrebbe esploso inavvertitamente un colpo che ha raggiunto al torace la giovane vittima. Il maggiorenne è stato trasferito nel carcere di Secondigliano mentre il 17enne si trova nel centro di prima accoglienza dei Colli Aminei.

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