Ebola, negativo test su dottoressa rientrata dal Congo. Ue riceve lettera Meloni: "Risponderemo"

La conferma del ministero della Salute: "Non c'è allarme in Italia". La premier ha chiesto un maggior coordinamento nei controlli di frontiera, la Commissione europea: "Per ora la raccomandazione è di adottare misure di 'screening' delle persone che provengono dalle zone colpite"

Medici - Afp
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29 maggio 2026 | 09.46
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"E' risultato negativo il test effettuato allo Spallanzani di Roma sulla dottoressa italiana di Medici Senza Frontiere che era entrata in contatto con pazienti risultati positivi all’Ebola". Così il ministero della Salute in una nota. Il medico era rientrato a Roma nella nottata di ieri dalla Repubblica democratica del Congo. "Si tratta di un medico chirurgo che non presenta sintomi, ma che ha comunque autorizzato l’esecuzione del test che è stato effettuato allo Spallanzani di Roma dove la dottoressa si trova ora per la quarantena", prosegue la nota.

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Il ministero ricorda "che non c’è allarme Ebola in Italia" ed "è attivo sin dal primo momento per tutte le attività di preparazione e sorveglianza e sta proseguendo il monitoraggio dell'evoluzione del quadro epidemiologico in raccordo con i territori e con le autorità sanitarie nazionale e locali".

Lettera di Meloni all'Ue e la risposta

Intanto la Commissione europea ha ricevuto la lettera inviata ai vertici delle istituzioni Ue dalla premier Giorgia Meloni per chiedere un maggior coordinamento nei controlli di frontiera e risponderà "a tempo debito", ma per ora la raccomandazione è di adottare misure di "screening" delle persone che provengono dalle zone colpite, ha affermato una portavoce della Commissione europea.

L'esecutivo Ue ribadisce che "la tutela della salute pubblica è la priorità assoluta della Commissione. Stiamo seguendo da vicino l'evolversi della situazione. Si tratta di una situazione che richiede vigilanza e coordinamento. Disponiamo dei canali e degli strumenti necessari per agire rapidamente. L'Ue sta mobilitando aiuti, risorse logistiche, supporto di esperti e strumenti di sicurezza sanitaria per aiutare i Paesi colpiti a contenere l'epidemia e a ridurre il rischio di ulteriore trasmissione".

I rappresentanti degli Stati membri nel Comitato per la sicurezza sanitaria, ha continuato la portavoce, "si confrontano regolarmente anche sul tema della gestione dei viaggi dalla Repubblica Democratica del Congo e dall'Uganda. La scorsa settimana il Comitato per la sicurezza sanitaria, in accordo con gli Stati membri, ha espresso un parere in cui si afferma che, in questa fase, la misura più importante da adottare è lo screening in uscita dalle regioni colpite".

Meloni "ha proposto l'inserimento del tema della gestione delle frontiere all'ordine del giorno del Consiglio europeo del 18-19 giugno 2026." In vista di questo appuntamento, il "governo italiano ha chiesto di anticipare il coordinamento in oggetto in una videoconferenza dei Ministri della Salute già la prossima settimana e nel Consiglio EPSCO del 16 giugno per definire le priorità operative". A "livello nazionale", recita ancora la nota di Palazzo Chigi, ''il ministero della Salute, in raccordo con la Protezione Civile, ha emanato circolari per attivare una sorveglianza sanitaria mirata e protocolli di vigilanza per i viaggiatori in rientro dalle regioni colpite".

''Già questo fine settimana -grazie al lavoro della Farnesina, del ministero della Salute, della Protezione Civile e dell’Aise – l’Italia invierà a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, una squadra di esperti dell’Istituto Spallanzani, per fornire assistenza tecnica, consegnare materiale sanitario e medicinali, e rafforzare la sorveglianza epidemiologica'', si legge ancora nella nota.



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