Al 31enne sono state riconosciute tutte le aggravanti contestate dalla pm. Il legale di Sangare annuncia ricorso
La Corte d'Assise di Bergamo, presieduta dalla giudice Patrizia Ingrascì, ha condannato all'ergastolo Moussa Sangare per l'omicidio di Sharon Verzeni, la 33enne uccisa a coltellate in strada a Terno d'Isola la notte tra il 29 e il 30 luglio 2024.
Al 31enne, difeso dal legale Tiziana Bacicca, sono state riconosciute tutte le aggravanti contestate dalla pm Emanuele Marchisio: premeditazione, futili motivi e minorata difesa.
"Sicuramente faremo ricorso in appello" contro la sentenza di primo grado. A dirlo, contattata dall'Adnkronos al termine del processo, è il legale di Sangare, Bacicca.
Il nuovo difensore, nominato al termine della discussione delle parti a gennaio, aveva depositato una memoria difensiva, "in cui riesaminavo tutte le prove. Oggi in aula ho chiesto l'assoluzione e in subordine di escludere tutte le aggravanti, ma non è stato riconosciuto nulla", racconta il legale.
Sangare è rimasto "tranquillo" dopo la condanna all'ergastolo, dal momento che "aveva già sentito la richiesta all'esito della requisitoria del pm e anche io in carcere l'avevo preparato a questa evenienza", riferisce il difensore, pronto a ricorrere in appello.