Il documento reso noto nel giorno del 71esimo compleanno
Papa Leone ha revocato il Motu proprio del 2021 di papa Francesco che, a causa dell’emergenza dettata allora dalla pandemia di Covid-19, decurtava il salario di porporati, capi e segretari dei Dicasteri, chierici o religiosi.
“A decorrere dal 1° settembre 2026, la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio Un futuro sostenibile, del 23 marzo 2021, è abrogata, facendo tuttavia salvi, in via definitiva, gli effetti prodotti nel periodo della sua vigenza, ivi compresi gli effetti prodotti dalla sospensione della maturazione degli scatti biennali di anzianità di cui all’art. 5, che rimane definitivamente acquisita”, stabilisce Leone nel documento reso noto nel giorno del 71esimo compleanno.
"Quelle misure di contenimento salariale adottate dal mio Predecessore con la Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio 'Un futuro sostenibile', del 23 marzo 2021, che furono necessarie anche per far fronte all’eccezionale sfida della pandemia, e che vennero già parzialmente modificate, mediante l’abrogazione dell’articolo 3, con Rescriptum ex Audientia del 16 giugno 2025, possono ora essere superate - scrive Papa Leone - nella certezza che le Istituzioni della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano proseguiranno, con strumenti diversi, nell’impegno di garantire la sostenibilità economica".
In buona sostanza, con il nuovo documento di Papa Leone, in materia di stipendi ai cardinali e ai superiori, si è tornati alla normalità dal 1 settembre (anche se il Motu proprio è stato reso noto solo oggi). I tagli applicati sino a fine agosto (come pure il congelamento degli scatti biennali di anzianità) non verranno recuperati perché - come ha scritto lo stesso Papa - il Motu proprio non ha effetto retroattivo. Il “Covid - riassumono all’Adnkronos alti prelati in Vaticano - è stato un massacro, soprattutto per il calo degli introiti dei Musei vaticani” chiusi per la pandemia. Ora il Pontefice, sicuramente anche grazie agli introiti del Giubileo, ha valutato che "quelle misure di contenimento salariale" adottate da Bergoglio "possono ora essere superate".
"Un futuro sostenibile economicamente richiede oggi, fra altre decisioni, di adottare anche misure riguardanti le retribuzioni del personale", si leggeva nel Motu proprio di Bergoglio. Per cui, "a) considerato il disavanzo che da diversi anni caratterizza la gestione economica della Santa Sede; b) considerato l’aggravamento di tale situazione a seguito dell’emergenza sanitaria determinata dalla diffusione del Covid – 19, che ha inciso negativamente su tutte le fonti di ricavo della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano; c) considerato che i costi per il personale costituiscono una rilevante voce di spesa nel bilancio della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano; d) ritenuto, pur in presenza di adeguata patrimonializzazione della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano, di dover assicurare la sostenibilità e l’equilibrio tra entrate e uscite nella gestione economica e finanziaria corrente; e) ritenuto di dover procedere a riguardo secondo criteri di proporzionalità e progressività; f) con la finalità di salvaguardare gli attuali posti di lavoro; g) acquisito il competente parere della Segreteria per l’Economia e dopo aver esaminato con cura ogni questione riguardante la materia", il Pontefice stabiliva quanto segue:
Articolo 1
Retribuzioni dei Cardinali
A decorrere dal 1° aprile 2021 la retribuzione, comunque denominata, corrisposta dalla Santa Sede ai Cardinali è ridotta del dieci percento (10%) rispetto all’ultima retribuzione corrisposta.
Articolo 2
Retribuzioni degli altri Superiori
A decorrere dal 1° aprile 2021 la retribuzione, comunque denominata, al netto e con esclusione dei compensi aggiuntivi concordati nel relativo contratto, corrisposta dalla Santa Sede e dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano ai soggetti inquadrati nei livelli retributivi C e C1, sono ridotte dell’otto percento (8%) rispetto all’ultima retribuzione corrisposta.
Articolo 3
Retribuzioni di ecclesiastici e religiosi
A decorrere dal 1° aprile 2021, la retribuzione corrisposta dalla Santa Sede e dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano ai chierici e membri di Istituti di vita consacrata o di Società di vita apostolica, inquadrati nei livelli retributivi C2 e C3 e nei dieci livelli funzionali non dirigenziali, sono ridotte del 3 percento (3%) rispetto all’ultima retribuzione corrisposta.
Articolo 4
La riduzione di cui agli articoli 1, 2 e 3 non si applica qualora l’interessato documenti che gli sia impossibile far fronte a spese fisse connesse allo stato di salute proprio o di parenti entro il secondo grado. I presupposti per l’applicazione del presente articolo sono valutati annualmente. La relativa documentazione è presentata: a) alla Segreteria per l’Economia per i dipendenti che dipendono amministrativamente da essa; b) al Governatorato dello Stato della Città del Vaticano per i propri dipendenti; c) all’Ente di appartenenza per i dipendenti della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e degli Enti di cui all’art. 6.
Articolo 5
Scatti biennali di anzianità
Nel periodo compreso tra il 1° aprile 2021 e il 31 marzo 2023 è sospesa la maturazione degli scatti biennali di anzianità per i soggetti di cui agli articoli 2 e 3 e per il personale con contratto di livello funzionale dal 4 al 10, entrambi inclusi, della Santa Sede, del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e degli Enti le cui retribuzioni siano corrisposte dalla Santa Sede o dallo Stato della Città del Vaticano.
Articolo 6
Altri Enti
Le disposizioni di cui agli articoli precedenti si applicano anche al Vicariato di Roma, ai Capitoli delle Basiliche Papali Vaticana, Lateranense e Liberiana, alla Fabbrica di San Pietro e alla Basilica di San Paolo fuori le mura.
Articolo 7
La Segreteria per l’Economia, d’intesa con il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e sentiti il Fondo Pensioni, il Fondo di Assistenza Sanitaria e altri enti interessati, adotta provvedimenti di attuazione del presente Decreto.