La proposta dello storico tuffatore romano, per 36 anni volto di Mister Ok: " Vedrei bene persino un tratto in pieno centro, magari all'altezza di Ponte Cavour. Ma servirebbero mille accortezze"
“Un bagno nel Tevere come nella Senna contro l’afa? Magari, ma non domani mattina”. Maurizio Palmulli, 74 anni, storico tuffatore romano e per 36 anni volto di Mister Ok, lancia l'idea ma frena gli entusiasmi. Dopo il via libera ai bagni nella Senna per consentire ai parigini di fuggire dal caldo estremo la domanda arriva inevitabile: perché non immaginare qualcosa di simile anche a Roma? “Non sarei contrario, anzi – spiega Palmulli all’Adnkronos Salute - Vedrei bene persino un tratto in pieno centro, magari all'altezza di Ponte Cavour. Ma servirebbero mille accortezze, controlli rigorosi e norme di sicurezza ferree. Prima di tutto bisogna rendere balneabile il fiume”.
Palmulli, secondo Mister Ok della storia dopo Rick De Sonay, sa di cosa parla. Dal 1989 al 2023 si è tuffato ogni primo gennaio nelle acque del Tevere, sfidando freddo e corrente. Ma tra un tuffo simbolico e un bagno pubblico la differenza è enorme. "Se fossi sindaco di Roma ci lavorerei, ma senza improvvisazioni – sottolinea Palmulli - Bisogna valutare la qualità dell'acqua, la morfologia del fiume, le correnti. Il Tevere è infido, il fiume è infido, non è il mare. E lo dico da bagnino: ancora oggi lavoro su una spiaggia di Ostia. Servono assistenza ai bagnanti, polizia fluviale, controlli continui. La sicurezza viene prima di tutto".
Insomma, un'ipotesi affascinante ma per ora lontana. "Non parlo certo di tuffarsi da 23 metri come ho fatto io dal Tower Bridge di Londra o da 18 metri da Ponte Cavour, che per 34 anni è stato casa mia. Penso piuttosto a dare ai romani la possibilità di fare un bagno nel loro fiume. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta nel Tevere si nuotava e si organizzavano gare. Erano gli anni del Dopoguerra, della Dolce Vita. Oggi, con il divieto di balneazione ancora in vigore, è impensabile". Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, aveva annunciato a settembre 2025 l'obiettivo di rendere il fiume dei romani balneabile entro 5 anni con un tratto specifico di circa 10 chilometri compreso tra Ponte Flaminio e Ponte della Industria.
"In realtà – aveva detto Gualtieri durante la presentazione del progetto – ci sono alcune zone che in alcuni giorni sarebbero già balneabili" ma "per avere una balneabilità piena anche del tratto a valle dell’Aniene sono necessari alcuni interventi". Del resto il Tevere, osserva Palmulli con un sorriso, "ne ha viste di tutti i colori". Dalle provocazioni di chi – come Carlo Verdone candidato sindaco nel film ‘Gallo Cedrone’ - proponeva di asfaltarlo - prosciugandolo - per trasformarlo in un'autostrada urbana "a 6 corsie, come Los Angeles, così finalmente se score", ai tentativi più recenti di restituirlo ai cittadini. "Ricordo - prosegue Palmulli - quando l'allora sindaca Virginia Raggi inaugurò una sorta di lido urbano a Ponte Marconi. Quanto è durato? Un'estate, forse anche meno perché in questa città nulla è facile".
Palmulli, ex stuntman e attore comparso anche nel film premio Oscar 'La Grande bellezza’ non chiude comunque la porta al sogno romano. "Se fossi Roberto Gualtieri firmerei volentieri un'ordinanza come quella del sindaco di Parigi. Ma solo dopo aver ricevuto tutte le garanzie possibili: controlli dell'acqua, monitoraggi continui, gestione della sicurezza. Nulla andrebbe lasciato al caso. Per me la sicurezza è tutto. Parola di bagnino" conclude.
E in fondo il Tevere una seconda chance la meriterebbe. Il "fiume biondo" ha ispirato canzoni entrate nella storia di Roma, a partire dal celebre 'Barcarolo Romano' di Romolo Balzani e Pio Pizzicaria, ed è stato spesso coprotagonista sul grande schermo. Dalle borgate raccontate da Pier Paolo Pasolini in 'Accattone' e 'Mamma Roma' alla Roma notturna e seducente della 'Dolce Vita' di Fellini, fino alla 'Grande Bellezza' di Paolo Sorrentino. Senza dimenticare 'Vacanze romane', il classico del 1953 diretto da William Wyler, con Audrey Hepburn nei panni della principessa Anna e Gregory Peck in quelli del giornalista Joe Bradley, che contribuì a far conoscere la Capitale in tutto il mondo. Certo, il Tevere non è la Senna. Ma per decenni ha alimentato sogni, storie e immaginario collettivo. Da sempre scorre controcorrente rispetto alle mode. Chissà che un giorno non riesca a compiere anche questo piccolo miracolo. (di Francesca Filippi)