All’ingresso della città giudiziaria di Roma installate due immagini dei magistrati uccisi dai terroristi neri
Una memoria da conservare e tramandare. Con queste parole il procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi ha voluto ricordare Vittorio Occorsio e Mario Amato in una cerimonia di commemorazione all’ingresso della città giudiziaria di piazzale Clodio dove, a seguito dei lavori di ristrutturazione, sono state installate le due immagini dei magistrati vittime del terrorismo con due targhe che ripercorrono la loro storia. Una cerimonia che ha visto anche la partecipazione dei familiari di Amato e Occorsio, dei magistrati della procura e del tribunale, del personale amministrativo e dei rappresentanti dell'avvocatura.
“Un ringraziamento particolare va ai familiari di Vittorio Occorsio e di Mario Amato - ha detto Lo Voi - perché il fatto di averli vicini in situazioni come queste rafforza il sentimento di comune appartenenza. Su questi corridoi troverete documenti dell’archivio di Stato, foto e documenti storici che sono memoria: una memoria che va conservata e tramandata. Volevamo dare un significato particolare al rinnovamento di questi ambienti con elementi di memoria, con le nostre vittime, i nostri morti”. Il procuratore nel suo intervento ha ricordato poi le parole di Amato sulla solitudine del suo lavoro. “‘Non lasciateci soli’ deve essere un messaggio da tramandare per evitare che si ingenerino delle forme di scarsa considerazione nella lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo”. A prendere la parola anche il presidente del Tribunale Lorenzo Pontecorvo che ha sottolineato come “mai come oggi le parole ricordo ed esempio vanno di pari passo”.
A ricordare Vittorio Occorsio, ucciso 50 anni fa dai terroristi di Ordine Nuovo, nel suo lavoro è stato il figlio Eugenio. “Sento la commozione di rientrare dopo 50 anni in questi uffici - ha detto - Ogni tanto la domenica accompagnavo mio padre nella sua stanza". Di Mario Amato, ucciso 46 anni fa dai terroristi dei Nuclei Armati Rivoluzionari mentre attendeva l’autobus per raggiungere il palazzo di Giustizia, ha parlato suo figlio Sergio che lavora a piazzale Clodio. “È un’emozione vedere qui la foto di mio padre e di Vittorio Occorsio. Per noi familiari vittime del terrorismo i luoghi della memoria sono importanti perché sappiamo che oltre a essere stati colpiti nella nostra vita personale siamo consapevoli di essere vittime di atti che riguardano la storia della nostra Repubblica”. Presente alla cerimonia anche l’ex procuratore generale della Cassazione e presidente del comitato scientifico della Fondazione Occorsio Giovanni Salvi. “Come Fondazione continueremo il nostro lavoro per contribuire alla memoria che - ha sottolineato Salvi - non è ancora comune”. Di richiamo alla memoria per chi fa ingresso nel palazzo di giustizia ha parlato il procuratore aggiunto Giovanni Conzo che ha seguito il progetto. “Abbiamo voluto cambiare un posto progettato come un luogo di tenebre dando luce a questi ambienti, tenendo sempre viva la memoria di due grandi magistrati”, ha detto.