in libreria per Rizzoli l'ultimo libro del portavoce del presidente Mattarella
Torna in libreria Giovanni Grasso per raccontare la storia di Noè Simenoni, un quasi 40enne, uomo 'irrisolto' e improbabile: ex seminarista gesuita, con una vita nel segno delle frustrazioni e responsabilità familiari. Per i tipi di Rizzoli ('Finché durerà la terra', pp. 342, 19 euro) Grasso, portavoce del presidente Mattarella (nonché scrittore di successo) ci porta tra la Roma dei Palazzi e le colline dell'Umbria, dove ambienta il suo nuovo romanzo e dove il sacro si scontra con le ambizioni della politica. Non più quindi un tuffo nella storia, nel passato, come nei precedenti romanzi, ma una commedia dove gli intrecci e la storia di Noè mettono in scena lampi di riflessione spirituale e noir contemporaneo. L'esistenza di Simenoni viene scossa da una 'chiamata' improvvisa, che di spirituale ha davvero poco, nonostante la committenza Vaticana. Sarà infatti assoldato come agente segreto della Chiesa di Pietro. Da lì nasce la sua storia narrata. "Un romanzo tragi-ironico", come lo definisce lo stesso Grasso, parlando di un "viaggio nel mondo delle sette religiose" in cui Noè si infiltra.
Noè, fino a quel momento alle prese con una sorella fragile, Valeria (vittima delle violenze del marito) e una nipotina gravemente malata di leucemia, Greta, che sente vicina come fosse una figlia, lascia la sua vita 'banale', accettando l'incarico che il Cardinale Randazzo gli affida. Da inviato per conto di Dio, Noè, si trova catapultato in una misteriosa comunità religiosa, che ha sede dalle parti di Todi, guidata da improbabili veggenti in contatto con il Purgatorio, pronti a evocare un nuovo Diluvio universale, dove gli adepti, si muovono tra credenze contadine e simpatie per la destra, per il franchismo. E' lì che l'ex seminarista si trova costretto, tra bugie e stratagemmi, ad accettare compromessi, a indagare sugli altri e su se stesso, con la sua coscienza che presenta il conto. In un percorso tormentato, ricco di humour, che lo porterà a finire in un mare di guai, nel tentativo di mantenere viva la fede e di venire a capo del caso.
Ma il tutto all'insegna della speranza finale, come evoca il titolo del romanzo. L'arcobaleno che il Dio della Bibbia manda sulla terra, è il segnale a quel Noè, il patriarca che ha salvato l'umanità con la sua Arca, di una promessa, quasi un pentimento da parte del padre eterno, che non ci saranno altri diluvi universali 'finchè durerà la terra'. Il messaggio della speranza appunto, che il 'novello' Noè Simenoni difende, tra credenze e impostori. Un racconto -quello di Grasso che è anche consigliere per la stampa e la comunicazione del capo dello Stato- di un anti-eroe con cui non è difficile per chiunque trovare spunti empatici, comprendendone pregi (l'umanità, il disincanto e l'ironia) e difetti. Il tutto raccontato -e qui si riconosce il Grasso delle storie storiche- con grande scioltezza di scrittura, con continuità tra ironia e cultura, altra cifra distintiva del protagonista Noè.