
'La vita mala" è il romanzo di Gianluca Tenti e Pierangelo Sapegno esce da Neri Pozza
Milano, anni Settanta. È l'epoca delle sirene della polizia che strappano il silenzio della notte, dei sequestri lampo, delle rapine che lasciano i cadaveri sull'asfalto, delle rivoluzioni mancate e della malavita che detta legge nei vicoli e nei salotti. "La vita mala", il nuovo romanzo firmato dai giornalisti e scrittori Gianluca Tenti e Pierangelo Sapegno, racconta tutto questo con ritmo serrato, voce autentica e una potenza narrativa che non concede tregua.
Ispirato a fatti e personaggi realmente esistiti (con nomi cambiati per ovvi motivi), il romanzo esce domani, venerdì 29 agosto, dalla casa editrice Neri Pozza (pagine 352, euro 20,00). "La vita mala" è un tuffo vertiginoso dentro la Milano criminale di quegli anni. Al centro, l'ascesa brutale di Dennis Talamone, detto "il Gallo": da ladruncolo di quartiere a re incontrastato del Regno della Notte. Una scalata spietata, segnata da pugni, sangue, tradimenti e vendette, che trascina il lettore nei meandri più oscuri della città e dell'animo umano.
Ma "La vita mala" è anche la storia dolente di un amore che si spezza e di un'amicizia che si trasforma in odio. È una tragedia urbana dove ogni scelta ha un prezzo altissimo e nessuno resta innocente. Attorno al "Gallo" si muove un'umanità feroce e disperata: banditi, sicari, mafiosi, poliziotti corrotti, giornalisti d'assalto, preti ambigui, donne perdute, cantanti decadenti. Un affresco vivido e crudele di un mondo dove il confine tra il bene e il male non è mai stato così labile.
Gianluca Tenti e Pierangelo Sapegno, con una scrittura tesa, precisa e cinematografica, trasformano la cronaca in narrativa e la realtà in materia incandescente. Il loro è un noir vero, sporco, sensuale. Nessun compiacimento, nessuna retorica: solo il battito cupo e inarrestabile della "vita mala", quella che ti trascina giù, ma da cui non riesci a staccarti.
Con questo romanzo, Milano diventa protagonista assoluta: non solo scenario, ma personaggio vivo, ambiguo, magnetico. E il lettore resta lì, incollato pagina dopo pagina, come davanti a un film che non puoi mettere in pausa. Un'opera travolgente, indimenticabile. "La vita mala" può ambire a diventare un classico del noir italiano contemporaneo.
(di Paolo Martini)