Successi anche per Picasso, Van Gogh e Giacometti nella “Modern Evening Auction” di New York
E' stato il pittore francese Henri Matisse (1869-1954) il protagonista assoluto della “Modern Evening Auction” organizzata da Sotheby’s a New York nella serata di martedì 19 maggio, una vendita che ha confermato la solidità del mercato dell’arte moderna internazionale pur mostrando un evidente cambio di clima tra i collezionisti. Il dipinto "La Chaise lorraine", proveniente dalla storica collezione Barbier-Mueller e assente dal mercato da quasi mezzo secolo, ha raggiunto i 48,4 milioni di dollari dopo una lunga battaglia di rilanci durata oltre dieci minuti. Il risultato rappresenta il secondo prezzo più alto mai ottenuto all’asta per un’opera di Matisse.
La tela, datata 1919 e realizzata durante il celebre periodo di Nizza, appartiene a un ristretto gruppo di monumentali interni dipinti dall’artista francese, oggi custoditi in gran parte nei principali musei del mondo. Sotheby’s l’aveva stimata intorno ai 25 milioni di dollari, ma l’opera ha rapidamente superato le aspettative diventando il momento più spettacolare della serata. A dirigere la vendita nella sede del Breuer Building su Madison Avenue, riporta l'Adnkronos, è stata Helena Newman, presidente mondiale del dipartimento impressionista e moderno di Sotheby’s, che durante la lunga trattativa ha cercato più volte di accelerare i compratori al telefono. Quando le offerte hanno iniziato a rallentare, la banditrice ha persino ammonito gli interlocutori chiedendo di “sbrigarsi”, mentre la sala, tra sospiri e applausi, seguiva con crescente tensione l’andamento della gara.
Più contenuta, ma comunque significativa, la competizione per "Arlequin (Buste)" dell'artista spagnolo Pablo Picasso (1881-1973), raro ritratto cubista del 1909 appartenuto per settant’anni alla collezione di Adele ed Enrico Donati. Sotheby’s aveva presentato il dipinto come una delle opere cubiste più importanti apparse sul mercato negli ultimi anni, sottolineando il ruolo centrale del lavoro nella transizione di Picasso verso il Cubismo. Nonostante le grandi aspettative, la gara tra i compratori si è limitata a due offerenti, portando il quadro a 42,6 milioni di dollari, poco sopra la stima iniziale.
Anche il pittore olandese Vincent van Gogh (1853-1890) ha attirato l’attenzione dei collezionisti con "La Moisson en Provence", raro acquerello del periodo di Arles. Stimata tra i 25 e i 35 milioni di dollari, l’opera è stata venduta a un compratore asiatico per 29,4 milioni. Il risultato costituisce il secondo prezzo più alto mai raggiunto da un acquerello di Van Gogh in asta e conferma il crescente interesse internazionale per i lavori su carta dell’artista olandese.
Tra i momenti più vivaci della serata si è distinta anche la vendita di "La Clairière (Composition avec neuf figures)" dell'artista svzzero Alberto Giacometti (1901-1966). La scultura, parte di un ristretto gruppo di composizioni realizzate intorno al 1950, è stata aggiudicata per 23,1 milioni di dollari ad un collezionista asiatico dopo una competizione durata circa cinque minuti tra tre offerenti. Secondo gli specialisti presenti in sala, si è trattato di una delle gare più autentiche e meno condizionate da garanzie finanziarie preventive.
Nel complesso, l’asta serale di Sotheby’s ha totalizzato 303,9 milioni di dollari, con il 98% dei lotti venduti. Il risultato supera del 63% quello della corrispondente vendita dello scorso anno, segnata dal clamoroso insuccesso di una grande opera di Giacometti, ma resta comunque sotto la stima massima pre-asta fissata a 320 milioni.
Gran parte dei lavori offerti proveniva da collezioni private di altissimo profilo, elemento ormai fondamentale per attirare i grandi compratori internazionali. Oltre ai Donati e ai Barbier-Mueller, Sotheby’s ha presentato opere appartenute alle famiglie Durand-Ruel, Wingate, Latner e Shainwald. La provenienza prestigiosa continua infatti a rappresentare uno dei principali fattori di successo nel mercato contemporaneo dell’arte.
Gli esperti parlano però di un mercato profondamente cambiato rispetto agli anni dell’euforia speculativa. In sala l’atmosfera è apparsa spesso prudente, quasi trattenuta. Le pause tra le offerte, i rilanci misurati e l’attenzione estrema alle stime hanno mostrato come oggi i collezionisti siano disposti a spendere cifre eccezionali soltanto per opere considerate davvero museali.
“Il mercato premia ancora la qualità assoluta, ma i compratori sono molto sensibili ai prezzi”, ha spiegato a ArtNews dopo la vendita il consulente newyorkese Jacob King. Una sensazione condivisa anche da molti osservatori presenti in sala, secondo cui la serata è stata finanziariamente solida ma priva dell’energia e dell’aggressività che un tempo caratterizzavano le grandi aste internazionali.
Buoni risultati sono arrivati anche da artisti meno centrali ma sempre più apprezzati dal mercato. Il dipinto costruttivista "Two Figures" di Varvara Stepanova ha raggiunto 2,3 milioni di dollari, mentre le surrealiste Leonor Fini e Leonora Carrington hanno confermato il crescente interesse dei collezionisti per le artiste del Novecento. Positive anche le aggiudicazioni per Paul Klee, Georgia O’Keeffe e Charles Sheeler.
Alla fine della serata, Sotheby’s sembra aver ottenuto soprattutto ciò che oggi il mercato considera più importante: stabilità. Meno record clamorosi e meno frenesia speculativa, ma risultati solidi per opere eccezionali, sostenute da provenienze illustri e da una domanda internazionale ancora molto forte. Con questa vendita, ha spiegato un portavoce di Sotheby's all'Adnkronos, il totale della “Marquee Week” newyorkese della maison raggiunge gli 840 milioni di dollari, confermando New York come centro mondiale del mercato dell’arte. (di Paolo Martini)