Aveva 84 anni. È stata a lungo firma di 'Panorama' e 'L'Espresso', si è molto occupata della condizione della donna
La giornalista, scrittrice e saggista Chiara Valentini, a lungo firma di 'Panorama' e 'L'Espresso', che si è molto occupata della condizione della donna, oltre che di politica, nota come biografa di Enrico Berlinguer, è morta all'età di 84 anni a Roma. Era la moglie di Aldo Tortorella, storico dirigente del Pci, scomparso all'età di 98 anni il 5 febbraio 2025, il quale l'ha assistita nella grave malattia che l'aveva colpita dal 2021. L'annuncio della scomparsa, riporta l'Adnkronos, è stato dato oggi dalla figlia Teresa, che in un necrologio la ricorda come "giornalista libera, rigorosa, femminista, convinta e madre libera". La figlia "la saluta con infinito amore e gratitudine per la strada che ha aperto a lei e a tante altre donne". I funerali si svolgeranno in forma privata a Parma, dove era nata il 16 luglio 1941.
Chiara Valentini si laurea in giurisprudenza con una tesi sul delitto d'onore. Durante gli anni universitari prende parte all'organizzazione e alla promozione del Festival internazionale del Teatro sperimentale e universitario (Fitu) e assieme ad Andrea Calzolari, Oddone Pattini, Roberto Campari, Gianni Cavazzini e Gustavo Marchesi fonda la rivista del Fitu, l'avanguardistica 'Teatro Festival'. In seguito a una collaborazione con 'Il Corriere della Sera' per la pagina dedicata giovani, nel 1968 Valentini viene selezionata fra 1.300 candidati al primo e unico concorso pubblico Rai per telecronisti. Non è tra i 23 vincitori, ma poco dopo entra ugualmente in Rai e fa apprendistato con professionisti del calibro di Nuccio Fava, Giancarlo Saltalmassi, Paolo Frajese, Bruno Pizzul e Bruno Vespa.
A fine anni '60 accetta la proposta del direttore Lamberto Sechi di far parte del gruppo di giovani d'assalto che dovranno rilanciare 'Panorama'. Per il settimanale scrive di contestazione e di femminismo diventando in seguito il primo caposervizio donna nel settore cultura. Nel 1977 pubblica il suo primo libro: 'La storia di Dario Fo' (Feltrinelli), cui seguono 'Dall'interno della guerriglia' (Mondadori, 1978), un'inchiesta sul terrorismo in Europa, scritta con i colleghi di 'Panorama' Romano Cantore e Carlo Rossella, e 'Care compagne' (Editori Riuniti, 1979), sul femminismo nel Pci e nel sindacato, con Laura Lilli. A metà degli anni '80 si trasferisce a Roma per seguire la politica nazionale: intervista Pietro Ingrao, Giulio Andreotti, Sandro Pertini, Giorgio Napolitano, Bettino Craxi, Nilde Jotti e Enrico Berlinguer. Sul segretario del Pci, nel 1985, pubblica una biografia, 'Il compagno Berlinguer' (Mondadori), cui fa seguito nel 1987 'Berlinguer il segretario' (Mondadori).
Passata al settimanale 'L'Espresso', diretto da Giovanni Valentini, con il quale non ha nessun legame di parentela, segue le vicende dell'ultima Unione Sovietica e della prima Russia e le vicende politiche della fine della Prima Repubblica e pubblica 'Il nome e la cosa' (Feltrinelli, 1990), sulla crisi del Pci e la sua trasformazione dopo la caduta del Muro di Berlino. Negli anni '90 si dedica alla condizione delle donne e dopo un reportage sugli stupri etnici in Bosnia scrive il pamphlet "L'arma dello stupro" (La Luna, 1993, con Elena Doni).
Il suo lavoro giornalistico si intreccia a svariate istanze e iniziative dei nuovi femminismi, dalla 'Lettera al cliente', alla mobilitazione per la liberazione della giornalista del 'Manfesto' Giuliana Sgrena, rapita in Iraq, al volume 'Le donne fanno paura' (Il Saggiatore, 1997), che indaga a fondo le discriminazioni verso le donne che ancora sussistono nel nostro paese, ai contributi per i volumi 'Il Novecento delle italiane. Una storia da raccontare' (Editori Riuniti, 2001, a cura del gruppo Controparola) e "Amorosi assassini" (Laterza, 2008). Successo ha avuto 'La fecondazione proibita' (Feltrinelli, 2004), uscito in occasione del referendum sulla fecondazione assistita. I suoi ultimi libri sono 'O i figli o il lavoro' (Feltrinelli, 2012) e 'Enrico Berlinguer' (Feltrinelli, 2014).
Chiara Valentini è stata "una vera militante del femminismo della prima ora" e così la ricorda il gruppo di giornaliste e scrittrici Controparola, di cui è stata una delle fondatrici. "Era autorevole Chiara, sia nel parlare che nello scrivere, e il suo sguardo originale su ogni avvenimento negli anni ci è stato di stimolo. Indagare, capire, raccontare con onestà per andare oltre l’apparenza. Grazie Chiara!" scrivono in un messaggio di cordoglio Cristiana Di San Marzano, Eliana Di Caro, Dacia Maraini, Mirella Serri, Paola Gaglianone, Dina Lauricella, Lia Levi, Francesca Sancin, Maria Cristina Blu e Linda Laura Sabbadini. (di Paolo Martini)