'Nuova' vita per gli ambulacri meridionali del Colosseo, saranno uno spazio pubblico

Alfonsina Russo, "la piazza sarà un punto di riferimento per i visitatori che vengono da tutto il mondo e per i cittadini romani"

'Nuova' vita per gli ambulacri meridionali del Colosseo, saranno uno spazio pubblico
17 marzo 2026 | 17.44
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Uno spazio pubblico rinnovato grazie a un intervento di valorizzazione e recupero che permette di tornare in qualche modo alle origini del Colosseo. E' con questo lo spirito che è stato realizzato il nuovo allestimento degli ambulacri meridionali dell'Anfiteatro Flavio inaugurato oggi. Uno spazio - ora restituito alla fruizione pubblica - la cui sistemazione tardo ottocentesca non permetteva la lettura integrale del monumento nascondendo sia il piano originale di calpestio sia le poche strutture rimaste della pavimentazione antica. Aree che - con la nuova sistemazione in travertino ideata dal Parco Archeologico che ha curato anche la direzione tecnica e scientifica sul progetto di Stefano Boeri Interiors - sono state riportate alla loro "quota originaria", ha detto il capo Dipartimento per la Valorizzazione del patrimonio culturale del ministero della Cultura, Alfonsina Russo durante la presentazione del nuovo allestimento. Russo ha aggiunto che è stato realizzato "un lavoro per ridare un'immagine più decorosa della piazza del Colosseo", restituendo "quindi al pubblico un'immagine del monumento degna di una capitale europea e internazionale".

L'obiettivo è stato anche quello di "rendere questa piazza finalmente un punto di riferimento non solo dei visitatori che vengono da tutto il mondo, ma anche dei cittadini romani. Questa era un'area interna dell'Anfiteatro e, per poterla rendere comprensibile in maniera semplice, abbiamo ripristinato la pavimentazione in travertino, riprendendo proprio dalle cave tiburtine, le stesse da dove veniva estratto il travertino con cui è stato costruito l'Anfiteatro Flavio".

La pavimentazione in travertino, dello stesso materiale di quella originaria, dunque, restituisce agli occhi dei visitatori il perimetro dei due ambulacri mancanti sul fronte meridionale dell’Anfiteatro. A partire dal VI-VII sec. d.C., infatti, il fronte meridionale del Colosseo dal quale accedeva l’Imperatore, compreso tra gli attuali speroni Stern e Valadier, e costruito su di un terreno alluvionale più instabile rispetto a quello su cui poggia il fronte settentrionale, era in parte crollato a seguito di cedimenti naturali e terremoti, riusi e spoliazioni. In origine tutto il settore meridionale, composto da pilastri e volte, raggiungeva i 50 metri di altezza come sul versante settentrionale.

Queste vicende hanno determinato una 'seconda vita' di questo settore dell'edificio con varie destinazioni, in primis il riuso dei materiali della pavimentazione dei due ambulacri, costituita da blocchi giustapposti dello spessore di 90 centimetri l'uno, quindi la rifunzionalizzazione degli spazi - privati della pavimentazione - in ricoveri, stalle, recinti realizzati riutilizzando il materiale di spolio, fino ad arrivare a livellamenti e spianamenti durante la grande fase dei restauri ottocenteschi.

L'intervento è iniziato "due anni fa con una lunga attività archeologica. Da quella fase di studio è nata una progettazione approfondita che ha portato al recupero della quota pavimentale antica e al restauro dell'area", ha ricordato il direttore del Parco Archeologico del Colosseo Simone Quilici. I lavori hanno permesso il recupero di "una parte del Colosseo della quale oramai si era perduta la percezione, uno spazio che torna ad essere non solo testimonianza di storia ma anche luogo di incontro e condivisione. Poiché la pavimentazione antica è andata quasi completamente perduta, abbiamo scelto di realizzare una nuova pavimentazione in travertino. Il disegno delle lastre riprende le impronte lasciate dai blocchi originari, permettendo di leggere ancora oggi la struttura dello spazio antico".

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