L'ex magistrato, parlando con l'Adnkronos, ha detto che "il risultato va rispettato, ma in milioni hanno votato per cambiare"
"L'esito del referendum è una vittoria Anm? E' conservativa, non riformatrice". Parlando con l'Adnkronos l'ex magistrato Luca Palamara mette l'accento sui risvolti sulla stessa associazione dei magistrati, precisando che "nel breve periodo l’Anm esce rafforzata. Ma è un rafforzamento che rischia di trasformarsi in un boomerang".
"La vittoria del No rafforza inevitabilmente il ruolo dell’Anm come soggetto di opposizione all’attuale indirizzo politico in materia di giustizia, una dinamica che potrebbe mutare solo con un diverso quadro politico. Ma il dato più interessante è interno: il peso della corrente di Area è destinato a crescere ulteriormente, condizionando gli equilibri e anche la futura leadership. La successione a Parodi, al di là delle appartenenze formali, difficilmente potrà prescindere da quella linea".
"Perché da oggi non ci sono più alibi: se il sistema resta com’è, la responsabilità ricade interamente su chi lo ha difeso - sottolinea Palamara -. E se continueranno a emergere le stesse distorsioni – a partire dal peso delle correnti – sarà sempre più difficile spiegare agli italiani perché non si è voluto cambiare nulla. La partita, in realtà, non è chiusa: è solo rimandata, e si giocherà su un terreno molto più scomodo per chi oggi festeggia perché non necessariamente ogni riforma deve avvenire toccando la Costituzione".
"Il risultato va rispettato, ma guai a raccontarlo come una resa. Milioni di italiani hanno votato non contro la magistratura o la Costituzione, ma per cambiare: ed è questo il dato che pesa più del risultato formale. Significa che nel Paese esiste una sfiducia profonda verso l’attuale assetto della giustizia. Chi oggi canta vittoria farebbe bene a non ignorarlo, perché quella domanda di riforma non è stata sconfitta: è stata solo rinviata".
Sulle parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio secondo il quale al referendum il vero "vincitore" è l'Anm che è diventata "soggetto politico" Palamara replica: "Se per vittoria si intende la capacità di fare muro e difendere l’esistente, allora sì. L’Anm ha dimostrato ancora una volta di sapersi compattare quando c’è da bloccare il cambiamento. Ma è una vittoria conservativa, non riformatrice. Non è la vittoria di una visione più moderna ed efficiente della giustizia, ma quella dello status quo".