E' la mostra più visitata nella storia della Fondazione
Si chiude con un record di pubblico la mostra “Rothko a Firenze”: nei 162 giorni di apertura, l’esposizione dedicata al maestro americano ha portato 301.730 visitatori a Palazzo Strozzi, diventando la più visitata nella storia ventennale della Fondazione. A questi si aggiungono i 96.665 ingressi al Museo di San Marco e i 32.140 alla Biblioteca Medicea Laurenziana, le due sedi che hanno completato il progetto espositivo, per un totale complessivo di oltre 430 mila visitatori nelle tre sedi. Un successo che, secondo la Fondazione Palazzo Strozzi, ha avuto anche un forte impatto sull’attrattività turistica della città: circa 200 mila visitatori, il 60% del pubblico, sono arrivati da fuori dell’area metropolitana fiorentina.
La mostra (aperta dal 14 marzo al 23 agosto), curata da Christopher Rothko ed Elena Geuna, ha costruito un percorso pensato appositamente per Firenze, mettendo in dialogo le opere di Mark Rothko (1903-1970), con alcuni dei luoghi più significativi della città. Un progetto reso possibile da prestiti di eccezionale rilievo, arrivati da importanti musei internazionali e collezioni private, tra cui il Museum of Modern Art e il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate di Londra e la National Gallery of Art di Washington.
Il successo non è stato soltanto numerico. Fin dalle prime settimane, “Rothko a Firenze” ha ottenuto l’attenzione della stampa internazionale, dal New York Times al Wall Street Journal, dal Financial Times a El País, fino a Le Figaro e Apollo Magazine. Al centro dei giudizi, la qualità delle opere, l’importanza dei prestiti e soprattutto la scelta di mettere in relazione la pittura di Rothko con la storia e gli spazi di Firenze.
Particolarmente significativo il risultato delle due sedi satellite. Al Museo di San Marco, l’incontro tra Rothko e gli affreschi di Beato Angelico ha proseguito la linea di dialogo tra antico e contemporaneo già sperimentata dalla Fondazione con la precedente mostra dedicata all’Angelico. La Biblioteca Medicea Laurenziana ha invece accolto le opere dell’artista nel Vestibolo progettato da Michelangelo, in una collaborazione definita dalla direzione della biblioteca un’esperienza di grande successo.
«Rothko a Firenze ha rappresentato un progetto di eccezionale importanza per Palazzo Strozzi e per la città, capace di offrire al pubblico un incontro profondo e inedito con uno dei più grandi protagonisti dell’arte del Novecento – dichiara Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi» – «La straordinaria partecipazione dei visitatori e l’attenzione della stampa nazionale e internazionale confermano la qualità di un’esposizione costruita attraverso prestiti eccezionali e un percorso pensato per creare un dialogo intenso tra l’opera di Rothko, gli spazi di Palazzo Strozzi e la storia artistica di Firenze. Questo risultato rafforza la nostra missione: realizzare mostre ambiziose e accessibili, capaci di unire ricerca e partecipazione, consolidando il ruolo di Palazzo Strozzi come centro culturale di riferimento a livello internazionale».
«Siamo felici di aver dato vita insieme a Palazzo Strozzi a un confronto irripetibile al Museo di San Marco tra due artisti lontani nel tempo ma sorprendentemente vicini nella capacità di affidare alla pittura una dimensione di meditazione, spiritualità e introspezione» sottolinea Carlotta Paola Brovadan, direttrice regionale Musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura. «L’esperienza straordinaria dell’incontro tra gli affreschi dell’Angelico e la pittura di Rothko si è trasformata in una suggestione unica per il pubblico confermando il valore della collaborazione con Fondazione Palazzo Strozzi, che si è consolidata nel tempo e che continua a dimostrare quanto sia fecondo costruire progetti capaci di mettere in relazione l’antico e il contemporaneo, valorizzando il patrimonio storico e artistico e la sua capacità di parlare al pubblico di oggi».
«Talvolta la valorizzazione e la rilettura di uno spazio così iconico come il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana di Michelangelo hanno bisogno di percorrere strade audaci e coraggiose» dichiara Francesca Gallori, direttrice della Biblioteca Medicea Laurenziana (Ministero della Cultura) «e l’accostamento di questo spazio con le opere di Rothko lo è stato, permettendo al pubblico di vedere in parallelo l’ispirazione e la sua resa artistica. Per la biblioteca è stata la prima collaborazione con Fondazione Palazzo Strozzi: lo straordinario successo di pubblico e di critica conferma la giustezza della scelta».
Ma a raccontare il successo della mostra sono anche i numeri della comunicazione digitale. I contenuti pubblicati sui canali social della Fondazione hanno raggiunto oltre 6,1 milioni di persone, generando più di 470 mila interazioni. Nello stesso periodo il sito di Palazzo Strozzi ha superato i 538 mila utenti, per oltre 1,9 milioni di pagine visualizzate.
Archiviato Rothko, Palazzo Strozzi è già pronto a cambiare completamente registro. Il prossimo appuntamento è con “Broken. Il potere del frammento”, in programma dal 25 settembre al 24 gennaio 2027. La mostra, organizzata insieme alla National Gallery of Art di Washington, porterà nelle sale fiorentine oltre 80 opere provenienti da importanti musei internazionali, attraversando epoche e culture diverse, dall’antico Egitto alla Grecia classica, dalla Cambogia al Messico fino all’arte contemporanea. Il filo conduttore sarà il frammento, inteso non soltanto come ciò che resta di un’opera distrutta o danneggiata, ma come una forma autonoma capace di raccontare guerre, rivoluzioni, catastrofi, iconoclastie e trasformazioni culturali. Nel percorso compariranno opere di Giovanni Pisano, Michelangelo, Antonio Canova e Auguste Rodin, accanto a lavori di Louise Bourgeois, Huma Bhabha, Robert Gober, Francesco Vezzoli e Danh Vo. Per il Cortile rinascimentale è prevista inoltre una nuova installazione dell’artista olandese Mark Manders.
La programmazione di Palazzo Strozzi guarda già anche al 2027. Dal 20 marzo al 18 luglio arriverà “California Dreaming”, mostra dedicata alla California e ai suoi molteplici immaginari, dal mito del successo alla cultura popolare, dalle nuove tecnologie ai grandi paesaggi urbani e naturali. Tra gli artisti coinvolti David Hockney, James Turrell, Judy Chicago, John Baldessari, Ed Ruscha e Catherine Opie, insieme a protagonisti della scena contemporanea come Sadie Barnette, Alex Israel, Patrick Martinez, Lauren Halsey e Refik Anadol.
A settembre 2027 sarà invece la volta di “Basquiat. In Italian”, dedicata a Jean-Michel Basquiat e al suo rapporto con la storia e la cultura italiana. Oltre 60 opere saranno riunite a Palazzo Strozzi per una rilettura dell'artista attraverso i riferimenti alla Roma antica, al Rinascimento, a Leonardo, all’antico Egitto e a Galileo Galilei. (di Paolo Martini)