'Nell’industria marittima è necessario reperire oltre 10mila lavoratori in 5 anni", l'elenco delle qualifiche più richieste è lungo, serve 'semplificare i requisiti di accesso alle professioni del mare per rilanciarne l’attrattività'
A.A.A. Cercasi personale: dai comandanti ai direttori di macchina, dai nostromi ai cuochi equipaggi fino ai tecnici specializzati e a tutte le altre figure che ruotano attorno all'economia del mare: è caccia ai professionisti. Sono 175 mila i lavoratori da ingaggiare entro il 2030, ma il rischio è di non trovarli se non si accelera con la formazione e non si cambiano le norme. A lanciare l'allarme è Luca Sisto, direttore generale di Confitarma. "Secondo uno studio promosso dal Gruppo Tecnico Economia del Mare di Confindustria - dice all'Adnkronos - per sostenere la crescita dell’Economia del Mare - uno dei comparti più dinamici e strategici del Paese - saranno necessari circa 175.000 nuovi lavoratori entro il 2030, di cui 55.000 legati all’espansione del settore e 120.000 destinati a sostituire il personale in uscita". In particolare, nel segmento della movimentazione merci e passeggeri, "la domanda si concentra su profili tecnici, logistici e operativi quali conduttori di mezzi pesanti, lavoratori marittimi in particolare della sezione macchina e dei servizi complementari, ingegneri elettronici, addetti alla gestione dei trasporti, al magazzino e al back office logistico. La sfida principale è colmare il divario tra domanda e offerta di competenze, rafforzando ulteriormente gli Its Academy, i percorsi di formazione specialistica e il raccordo tra sistema educativo e imprese delle filiere del mare".
Sulla base dell’ultimo studio condotto da Confitarma e dalla sua società di servizi ForMare (Polo nazionale per lo shipping), spiega Sisto, "risulta che nell’industria marittima è necessario reperire oltre 10mila lavoratori nell’arco temporale di 5 anni. Tale dato trova riscontro anche nel Piano del Mare 2023-2025 ove è stato evidenziato che l’attuale offerta di lavoratori italiani e dell’Unione europea non appare in grado di soddisfare le esigenze del mercato del lavoro marittimo".
L'elenco delle qualifiche maggiormente richieste dalle imprese armatoriali è lungo. Per quanto riguarda la 'Sezione Macchina', vengono segnalati: direttori di macchina, ufficiali livello direttivo, operativo; elettrotecnici ed elettricisti; operai meccanici, motoristi, ottonai, sottufficiali e comuni di macchina. Quanto alla 'Sezione coperta', i profili richiesti sono: comandanti e ufficiali livello direttivo e operativo; nostromi, sottufficiali e comuni di coperta. Per la Camera/cucina le figure ricercate sono: commissari di bordo, cuochi equipaggio, camerieri, personale vario di camera e cucina.
"Tra le figure maggiormente richieste, per le quali si riscontra una crescente richiesta da parte delle imprese armatoriali, vi sono alcune figure professionali altamente specializzate. La carenza - evidenzia Sisto - è in buona parte da addebitare a una normativa che disciplina i requisiti di accesso a tali professioni ampiamente superata in quanto non rispondente né alle ultime riforme del sistema scolastico, né all’evoluzione dei fabbisogni di competenze delle imprese. Per rilanciare l’occupazione marittima italiana è sempre più necessario contrastare e invertire tale tendenza con azioni mirate e concrete. Oltre alle importanti semplificazioni, recentemente introdotte al codice della navigazione in materia di lavoro marittimo – molte delle quali da tempo sostenute da Confitarma – è a nostro avviso sempre più opportuno eliminare le barriere di accesso al mercato del lavoro marittimo". Il riferimento è in particolare all’Allegato al Dpr n. 231/2006 che disciplina l’accesso a quelle figure professionali che, pur non facendo parte dello Stato Maggiore, sono altamente specializzate e sulle quali si registra una forte domanda da parte dell’armamento. "Tale intervento di semplificazione e ammodernamento – da tempo elaborato e condiviso da Confitarma con le OO.SS. e con le competenti Amministrazioni - avrebbe effetti positivi sull’occupazione dei marittimi italiani e potrebbe, altresì, dare ulteriori opportunità di carriera marittima alle nuove generazioni".
"Per fornire solo un esempio, tra le figure richieste dalle compagnie di navigazione, vi è sicuramente il cuoco equipaggio. Per il conseguimento di tale qualifica, la normativa nazionale (risalente agli anni ’50 del secolo scorso) prevede lo svolgimento di un periodo di 24 mesi di effettiva navigazione da garzone di cucina, figura che a bordo delle navi da carico ormai non esiste più. Il paradosso - secondo il dg di Confitarma - è che, a causa di queste norme ormai superate, i cuochi equipaggio italiani stanno sparendo e, in un Paese con una tradizione culinaria d’eccellenza come il nostro, le imprese armatoriali sono sempre più spesso costrette a cercare personale non italiano. Tale criticità, ampiamente discussa con il Mit e il Comando Generale, ha apprezzabilmente portato all’elaborazione un decreto che semplifica il percorso formativo per il conseguimento della qualifica di cuoco equipaggio. Tuttavia, l’adozione di tale decreto è subordinata alla preventiva abrogazione del D.P.R. 1065/1957 e alla modifica della legge 727/1955 ed è al momento ferma in attesa di individuare al più presto il veicolo normativo che consenta l’abrogazione/modifica di tali norme".
Il settore marittimo, conclude Sisto, "può senza dubbio rappresentare una grande opportunità professionale e di carriera. Affinché ciò avvenga, è sempre più urgente adottare le necessarie riforme che agevolando e semplificando i requisiti di accesso alle professioni del mare, ne rilancino l’attrattività per le nuove generazioni".