“L’Europa è troppo lenta rispetto alle dinamiche che riguardano la crescita. Dobbiamo sviluppare maggiormente i contratti di filiera, dobbiamo partire da un elemento di certezza che è legato alla redditualità del lavoro degli agricoltori. In troppe filiere questo manca ancora, e soprattutto ci sono ancora forme di sbilanciamento nella distribuzione dei valori che vedono l'agricoltura da una parte e i consumatori dall'altra, i due anelli deboli della filiera. Questo secondo noi non è più accettabile né condivisibile". Così il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, a margine di 'Sette idee', il Festival dell'Italia che innova organizzato da L'Espresso allo Step FuturAbility District di Milano e giunto quest'anno alla sua seconda edizione. Prandini ha quindi auspicato che "nelle prossime settimane e nei prossimi mesi" ci si inizi a concentrare su temi legati al "reddito economico" e ai "costi di produzione che i nostri imprenditori pretendono e vogliono coprire in termini di investimenti che hanno già sviluppato e attuato negli ultimi anni". Per il presidente di Coldiretti la delocalizzazione della produzione nei Paesi a basso costo della manodopera ha portato a una situazione in cui "i prodotti sono quasi inaccessibili, non solo in termini economici ma per disponibilità. Quindi bisogna anche recuperare una visione con cui non si favorisca la delocalizzazione", ha concluso Prandini, "bensì la crescita interna come continente Europa”.