Busta paga, adesso c'è l'obbligo di indicare un nuovo codice: qual è e cosa cambia

In questo modo lavoratrici e lavoratori possono verificare con maggiore facilità se il trattamento economico e normativo sia quello corretto

Una busta paga - (Fotogramma/IPa)
Una busta paga - (Fotogramma/IPa)
29 maggio 2026 | 09.30
LETTURA: 1 minuti

Da maggio 2026 nella busta paga è obbligatorio indicare il codice alfanumerico unico del Ccnl (Contratto collettivo nazionale di lavoro) applicato. È una novità importante introdotta dal Decreto Primo Maggio. In questo modo lavoratrici e lavoratori possono verificare con maggiore facilità se il trattamento economico e normativo sia quello corretto.

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Perché è importante

Dal Contratto collettivo dipendono salario, livello di inquadramento, maggiorazioni, tredicesima, quattordicesima quando prevista, ferie, permessi, malattia, maternità e paternità, TFR e contributi. Un contratto non sottoscritto dalle organizzazioni sindacali può tradursi in meno soldi in busta paga e meno diritti, sottolinea la Cgil sul sito lazio.cgil.it, livelli di inquadramento più bassi rispetto alle mansioni svolte; minori maggiorazioni per turni, straordinari, festivi e notturni; meno permessi e meno tutele in caso di malattia; contributi più bassi e quindi effetti negativi anche sulla pensione futura.

Cosa controllare in busta paga

Il decreto legge 30 aprile 2026, n. 62, in vigore dal 1° maggio 2026, prevede la presenza di questo codice alfanumerico unico assegnato al Ccnl.

Quando si riceve la busta paga bisogna dunque controllare se sia presente questo codice che può trovarsi vicino alla voce ‘contratto applicato’, ‘CCNL’, ‘codice contratto’ o ‘codice CNEL’.

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