Benzina e diesel, prezzi in calo: il tetto Eni e il nuovo price cap IP

Il Cane a sei zampe ha fatto scattare da questa mattina il tetto di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il diesel, mentre anche IP ha iniziato ad applicare il price cap in alcuni impianti. File ai distributori

Auto in fila al distributore - Adnkronos
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28 settembre 2026 | 10.10
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Prezzi dei carburanti, giornata di novità e confusione ai distributori: Eni ha fatto scattare da questa mattina il tetto di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il diesel, mentre anche IP ha iniziato ad applicare il price cap in alcuni impianti. Intanto il rialzo delle accise sul gasolio entrato in vigore sabato continua a pesare sui prezzi, con il diesel in aumento rispetto a venerdì. In diverse zone d’Italia si sono inoltre registrate file ai distributori.

Quanto costano i carburanti

Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, questa mattina il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,152 €/l per la benzina (-7 millesimi rispetto a ieri, -2 rispetto a venerdì), 2,369 €/l per il gasolio (-8 millesimi rispetto a ieri, +31 rispetto a venerdì), 0,747 €/l per il Gpl (-1) e 1,884 €/kg per il metano (-2). Sulla rete autostradale il prezzo medio self è di 2,214 €/l per la benzina (-33), di 2,420 €/l per il gasolio (-1), 0,885 €/l per il Gpl (invariato) e 1,802 €/kg per il metano (-1).

Il Cane a sei zampe ha applicato il tetto portando appunto i prezzi consigliati a 1,990 euro /litro per la benzina (un ribasso di 15,8 centesimi rispetto alla media del prezzo self service della benzina Eni rilevato ieri) e 2,190 euro/litro per il diesel (in calo di 20,9 centesimi rispetto alla media del prezzi self della benzina Eni rilevato ieri). Il taglio si dovrebbe applicare a tutti i quasi 3.900 punti vendita Eni.

Al via i primi ribassi sui prezzi anche da parte di Ip. Italiana Petroli, a quanto si apprende, ha avviato l’applicazione del price cap su diesel e benzina in alcuni impianti già a partire da oggi, tenendosi in allineamento con quelli tracciati da Eni, quindi 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro al litro per il diesel. Il ‘taglio’, tuttavia, potrebbe non essere necessariamente omogeneo in tutti gli impianti: a quanto viene riferito infatti il gruppo Socar (proprietario di Ip) starebbe studiando la metodologia più efficace per estendere la misura a tutta la rete, a partire dai 4500 impianti a marchio Ip. Inoltre, aveva spiegato la società annunciando l'iniziativa, si tratta di un tetto “dinamico”, un intervento emergenziale soggetto all’evolversi dello scenario internazionale e, anche, alle esigenze della rete che il gruppo ha assicurato di voler tutelare.

Unc: "Con effetto Eni i prezzi scendono, ma di poco"

“Effetto Eni. Grazie all'iniziativa lodevole della compagnia i prezzi oggi scendono, ma molto poco. Nonostante la vasta rete di distribuzione di Eni, l'effetto sulle medie nazionali è stato decisamente ridotto. In autostrada da ieri a oggi, primo giorno di sconto sul tetto sul gasolio a 2,19 €/l e della benzina a 1,99 €/l, il prezzo medio è sceso di 3,9 cent per il gasolio, pari a 1,95 euro per un pieno di 50 litri, -1,59%, mentre la benzina è diminuita di 4 cent, -2 euro a rifornimento, -1,77%. Nelle regioni il calo è stato ancora minore. Anche se al momento non sono ancora uscite le medie stradali del Mimit, la flessione è di meno di 1 cent per entrambi i carburanti" afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori.

Secondo lo studio dell'associazione, a vincere come regione per il miglior abbassamento dei prezzi, sia per la benzina che per il gasolio, è il Friuli Venezia Giulia (-2,6 cent al litro per il gasolio, -2,4 per la benzina), dove la reti Eni è molto vasta. Medaglia d'argento, per entrambi i carburanti, il Lazio: -1,5 cent per il gasolio, -1,3 per la benzina. Medaglia di bronzo per l'Abruzzo: rispettivamente -1,4 e -1,1. In queste 3 regioni la presenza di stazioni Eni è molto consistente, anche in Abruzzo in rapporto agli abitanti. La Sardegna è la pecora nera per il gasolio a fronte di una presenza molto ridotta delle stazioni Enilive. In Lombardia, però, l'effetto sulla media è stato molto limitato: la regione si colloca a metà classifica nonostante una presenza massiccia di Eni.

"Insomma, l'iniziativa è servita ed è positiva, soprattutto per chi abita o ha vicino a dove lavora una stazione Eni. Dovremo aspettare qualche giorno per verificare se il presumibile calo delle vendite delle altre insegne muoverà il mercato e invoglierà anche le altre compagnie a ridurre i prezzi" prosegue Dona. "Ma questi dati ci dicono anche che il Governo deve fare la sua parte e non può lavarsene le mani come Ponzio Pilato, magari attribuendosi il merito dell'iniziativa di Eni. I prezzi medi del gasolio restano astronomici, sopra 2,4 euro in autostrada e sopra 2,3 nelle strade normali. La benzina, abbandonata al suo destino dal 4 luglio, si paga oltre 2,2 in autostrada e oltre 2,1 nella rete stradale. Quindi urge che il Governo ridia agli automobilisti i soldi che ha incassato in più grazie all'Iva, senza i calcoli farlocchi delle accise mobili che nascondono quanto l'erario ha realmente incassato in questi mesi rispetto allo scorso anno" conclude Dona.

Assopetroli: "Bene Eni e IP ma estendere all'ingrosso"

"Assopetroli-Assoenergia accoglie con favore le iniziative annunciate da Eni e Socar-Ip per contenere il prezzo dei carburanti. È un segnale positivo, che ora va esteso anche alle vendite all’ingrosso per raggiungere famiglie e imprese che oggi ne restano escluse e garantire condizioni di concorrenza equilibrate tra tutti gli operatori". È quanto si legge in una nota.

Per comprendere il problema, spiega Assopetroli-Assoenergia, occorre considerare come funziona il mercato dei carburanti. Le grandi compagnie riforniscono le proprie reti di distribuzione, dove il carburante viene venduto direttamente agli automobilisti, ma vendono carburante anche all’ingrosso (il “canale extrarete”). Da questo secondo canale si riforniscono direttamente sia importanti settori produttivi – come autotrasporto, industria, agricoltura, pesca e cantieri – sia numerosi operatori della distribuzione stradale indipendente, che acquistano il carburante all’ingrosso per poi rivenderlo nei propri impianti. Non si tratta di una componente marginale: la distribuzione indipendente rappresenta più di un terzo della rete italiana, con oltre 300 marchi e migliaia di impianti sul territorio.

"Se però la calmierazione riguarda le reti delle compagnie e non si estende anche ai prezzi praticati all’ingrosso, si producono due conseguenze", spiega la nota. "La prima è che la misura resta parziale. Autotrasporto, industria, agricoltura, pesca, cantieri e gli altri utilizzatori che acquistano carburante attraverso il canale all’ingrosso continuano a pagarlo alle normali condizioni di mercato e non beneficiano quindi della calmierazione".

In piccoli distributori price cap Eni, così 'provano a resistere'

Anche in alcune 'pompe bianche', cioè i piccoli operatori indipendenti, si sta usando il tetto ai prezzi annunciato da Eni (al quale ha aderito anche Socar-Ip) di 1,99 per la benzina e 2,19 per il diesel. In particolare i prezzi sono visibili sulle pompe di Petrolitalia, piccolissimo operatore attivo soprattutto nel Centro Italia. Anche un distributore a Roma esibisce gli stessi prezzi decisi da Eni. Secondo Sebastiano Gallitelli, segretario generale Assopetroli-Assoenergia, è una delle possibili reazioni dei piccoli operatori che così provano a "resistere" nei primi giorni di price cap. "Questo è il rischio - spiega - pur di mantenere la propria quota di mercato gli operatori indipendenti si vedranno costretti ad adeguare i prezzi. Ma su ogni litro che si vende" a un prezzo del genere, "visto che non comprano a prezzo calmierato, ci rimetteranno dei soldi, non riusciranno a coprire i costi. Sicuramente nella prima fase ci saranno operatori che resistono", anche perché l'alternativa è non vendere affatto o vendere poco per un periodo di almeno 30 giorni, cioè quello annunciato da Eni. "Il nostro compito, visto che rappresentiamo anche questi operatori, è evidenziare che a lungo termine gli effetti potrebbero essere letali". Assopetroli-Assoenergia ha chiesto al governo la convocazione di un tavolo per estendere la calmierazione dei prezzi (che ha accolto con favore) anche all'ingrosso per raggiungere famiglie e imprese che oggi ne restano escluse e garantire condizioni di concorrenza equilibrate tra tutti gli operatori.

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