Per il 2026 la confederazione dei commercianti stima una crescita del Pil dello 0,9% e dei consumi dell’1,2%. Il presidente Carlo Sangalli: "Dati positivi, ma occorre rafforzare investimenti e competitività".
Tensioni internazionali, conflitto nel Golfo Persico, rischio energetico e persistenti incertezze geopolitiche non fanno registrare, per il momento, una frenata dell’economia. E' il quadro delineato dall'Ufficio Studi Confcommercio in un'analisi sulle prospettive dell’economia italiana in vista dell'assemblea generale che si terrà il 10 giugno a Roma. A sostenere l’attività economica è l'occupazione ai massimi storici, una propensione al consumo ancora significativa, il turismo in crescita e un’inflazione di fondo che resta sotto il 2%, segnale di un sistema produttivo-distributivo che non ha trasferito integralmente gli shock esterni sui prezzi.
Per il 2026, infatti, Confcommercio stima una crescita del Pil dello 0,9% e dei consumi dell’1,2%, "previsioni più ottimistiche rispetto a quelle delle principali istituzioni nazionali e internazionali in uno scenario che resta complesso ma lontano da ipotesi recessive. Certo, l’incertezza rimane elevata, ma non si traduce in sfiducia generalizzata" rimarcano gli esperti di Confcommercio.
Sul versante dei consumi, infatti, emergono segnali concreti di ottimismo: le intenzioni di acquisto delle famiglie a maggio si mantengono su livelli elevati, in particolare per l’acquisto di elettrodomestici (29%), mobili (24,5%) e per la ristrutturazione dell’abitazione (23,5%). E anche se per alcuni prodotti non si sono ancora raggiunti i livelli degli anni passati, la domanda delle famiglie continua a mantenersi solida e gli italiani non rinunciano a investire nei principali beni durevoli e nei progetti familiari. Anche le intenzioni sulle prossime vacanze estive rispecchiano questo sentiment con un 38,5% di italiani (il valore più elevato dal 2020 ad oggi) che ha già programmato una vacanza, confermando il turismo come uno dei principali motori della crescita. "Sono dati positivi, ma occorre rafforzare investimenti e competitività per ritrovare la via di una crescita più robusta e duratura” commenta il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli.