Il patron dell'azienda vitivinicola siciliana: "Per noi produttori si spalanca un mercato dalle straordinarie opportunità". La Cusumano è già presente in 60 Paesi, export da 9,5 milioni di euro
Con l'accordo appena stipulato, per i produttori di vino si potrebbe aprire un vero e proprio 'Eldorado'. Parola di produttori per i quali i tagli dei dazi sul vino, che passeranno dal 150% al 20% per quelli premium e al 30% per quelli di fascia media, apriranno grandi opportunità per l'export italiano. “Per noi produttori di vini l’accordo Ue-India ci spalanca un mercato dalle straordinarie opportunità, e non parlo dell’India ma di tutto il Sud-Est asiatico, Thailandia e Indonesia, ma anche Vietnam, regioni dove non vi è una cultura del vino, il cui consumo è bassissimo rispetto alla popolazione che invece beve molta birra”, dichiara all'AdnKronos Diego Cusumano, che con il fratello Alberto ha fondato l'omonima azienda vitivinicola siciliana nel 2001, prendendo le redini dell'attività originariamente creata dal padre Francesco.
Con un fatturato da 16,2 milioni di euro, l'azienda Cusumano distribuisce i propri prodotti in 60 Paesi per un export che vale 9,5 milioni. Con una strategia di sviluppo che mira a potenziare la propria presenza nei mercati tradizionali ancora con margini di crescita e ai mercati emergenti come Cina, e Sud Est Asiatico, la stipula dell'accordo Ue-India non può che rappresentare una grande occasione. “Con i dazi indiani precedentemente fissati al 150% – sottolinea Diego Cusumano – un vero vino italiano di qualità, poteva arrivare anche a costare 12-14 volte in più. Un prezzo davvero proibitivo per far si che questo mercato potesse anche solo avvicinarsi al nostro prodotto, e infatti sino ad oggi il 70% del vino italiano esportato in India si è collocato nella fascia di prezzo entry-level, con quelli di livello superiore ad appannaggio della produzione francese".
Per quanto rappresenti ancora un mercato di nicchia, per Cusumano i recenti dati sull’export evidenziano una crescita accelerata per il vino italiano in India, nonostante le barriere protezionistiche che sino ad poggi hanno condizionato gli scambi. Le esportazioni italiane hanno raggiunto un valore di circa 33 milioni di dollari, in crescita del +14% già a inizio 2026, con circa 1 milione di litri di vino esportati. L'Italia si attesta così come il secondo fornitore straniero di vino dopo l'Australia e la Francia, con una quota di mercato pari al 17% del valore totale delle importazioni vinicole indiane. Con i suoi 534 ettari vitati, Cusumano è tra i primi dieci produttori in Italia per superficie di proprietà coltivata. L’azienda conta cinque tenute: Ficuzza a Piana degli Albanesi, San Giacomo a Butera, Presti e Pegni sulle colline di Monreale, Monte Pietroso a Monreale, San Carlo a Partinico.