La guerra in Iran ha insegnato agli Stati Uniti che le scorte di missili non sono eterne, e che combattere droni da poche decine di migliaia di euro con razzi da diversi milioni di dollari rappresenta un costo proibitivo. La lezione impartita dai produttori di droni, che si affidano alla semplice stampa in 3D, e la necessità di rendere più economici gli armamenti hanno fatto sì che questa tecnologia si sia fatta spazio anche nella produzione di missili, provocando una nuova ondata di aziende "new defense" che vogliono produrre armi velocemente, in grandi quantità e a basso costo.
L’esempio significativo è quello degli Stati Uniti, prima potenza globale ancora fortemente legata all’industria bellica tradizionale. Le forze armate Usa, preoccupate dalla velocità con cui sono state consumate le scorte di missili durante il conflitto con l’Iran, da tempo hanno lanciato diversi programmi per far scendere il costo di ogni razzo da diversi milioni fino a 250.000 dollari affidandosi a startup che stanno inventando metodi di produzione alternativi ai costosi e lenti contractor tradizionali della Difesa. Tra questi metodi c’è la stampa 3D, o additive manufacturing. Tra le aziende che la stanno sfruttano di più c’è CoAspire: il suo missile containerizzato a basso costo, ribattezzato Ghost, dovrebbe iniziare i test di volo quest'anno, secondo l’azienda.
È una delle quattro società (con Anduril, Leidos e Zone 5) ad aver raggiunto un accordo con il department of War per i missili low cost dell'Esercito americano ed è stata tra le prime a guadagnare visibilità con il suo Raacm (Rapidly Adaptable Affordable Cruise Missile) e collaborando con Lockheed Martin per il nuovo missile ipersonico Mako. Per il progetto Raacm CoAspire si è affidata a Divergent Technologies, un'azienda californiana all'avanguardia che ha sviluppato un sistema robotico end-to-end chiamato Daps (Divergent adaptive production system) con cui è riuscita a stampare in 3D le fusoliere, le ali e le alette del missile Raacm in 10 settimane.
Anduril Industries è forse il vero colosso emergente tra le startup della difesa (valutazione oltre i 60 miliardi di dollari), e ha creato la famiglia di missili da crociera Barracuda-M (ai quali si è interessata anche la stessa Rheinmetall tedesca). Sfrutta stampa 3D (che secondo alcuni report è stata all’origine di alcuni problemi strutturali nei prodotti della società, come i droni) materiali compositi e fabbriche automatizzate. La società è convinta di poter produrre i suoi missili con un 30% di costi in meno rispetto a quelli tradizionali.
X-Bow Systems è una startup specializzata quasi esclusivamente nella stampa 3D di motori a razzo a propellente solido (Srm) per missili. Hanno brevettato una tecnica che "stampa" direttamente il propellente come una pasta, creando geometrie interne impossibili da realizzare con i vecchi stampi. X-Bow ha persino sviluppato il concetto di "Rocket factory in-a-box": una fabbrica ‘mini’ contenuta dentro container per stampare missili direttamente vicino alle zone di conflitto. Ursa Major è un'altra startup aerospaziale che ha ricevuto finanziamenti dagli Stati Uniti per sfruttare l'additive manufacturing nella costruzione di sistemi di propulsione missilistica. Nel 2025 è stata valutata 600 milioni di dollari con un nuovo round.
Leidos non è una startup ma un gigante quotato. Ha sviluppato un missile chiamato Black Arrow. Molto leggero, ha un raggio d'azione di oltre 700 km ed è stato progettato fin dal primo giorno per costare pochissimo ed essere prodotto in massa. Tra le altre tecnologie usate per la produzione c’è proprio la stampa 3D. A maggio 2026, il Pentagono ha assegnato anche a Leidos un accordo per costruire un lotto iniziale di 3.000 Low-cost containerized Munitions (Lccm).
Zone 5 è stata acquisita dal colosso norvegese della difesa Kongsberg e ha programmi per un missile da crociera a lungo raggio economico e scalabile, ma anche un missile intercettore flessibile, pensato principalmente per abbattere droni e bersagli aerei. L’azienda si affida alle startup di stampa 3D per i motori (da Beehive Industries) e fusoliere (Divergent).
Proprio Beehive Industries all'inizio di quest'anno ha ricevuto un contratto da 29,7 milioni di dollari dagli Stati Uniti per la produzione dei suoi motori per l'aeronautica militare. L'azienda dice che il suo processo di produzione è più veloce e il 60% più economico rispetto ai metodi convenzionali. Per soddisfare l’ordine ma soprattutto continuare a crescere, l’azienda ha più che raddoppiato le sue stampanti 3D.
Anche Continuous Composites, specializzata in stampanti 3D a estrusione con braccio robotico, si è aggiudicata un contratto con il programma ManTech (Management Technology) dell'esercito statunitense per l'utilizzo della sua tecnologia in fibra di carbonio nella produzione di componenti per missili. (di Alessandro Pulcini)