Riunione a margine del Consiglio, "diffusa preoccupazione" per effetti sui costi. I partecipanti formano potenzialmente una minoranza di blocco.
Nove Paesi, un terzo dei membri dell'Ue, tre dei quali grandi (Italia, Romania e Polonia), si ripromettono di proporre "iniziative comuni" per affrontare la questione dell'incidenza dell'Emissions Trading System (Ets) sulla produzione di energia. A margine del Consiglio Ambiente oggi a Bruxelles, informa il Ministero, si è tenuta una riunione di coordinamento ministeriale del gruppo dei Paesi creatosi nel contesto del negoziato sulla legge sul clima.
L’obiettivo era verificare la possibilità di coordinare una linea comune di intervento nello scambio di opinioni sul quadro climatico post-2030, previsto all’ordine del giorno del Consiglio. Alla fine dell’incontro si è registrata una "diffusa preoccupazione" soprattutto per l’incidenza dell’Ets, sia di quello che riguarda la produzione termoelettrica che quello sull’industria, sulle economie dei Paesi membri. Gli Stati partecipanti alla riunione si sono dunque "ripromessi di proporre iniziative comuni per affrontare questo problema".
Hanno preso parte alla riunione Austria, Repubblica Ceca, Croazia, Grecia, Italia, Polonia, Romania, Slovacchia e Ungheria. Questi nove Paesi, se votano insieme nel Consiglio, formano una minoranza di blocco, impedendo la formazione di una maggioranza qualificata.