‘popolazione anziana in aumento e ricambio generazionale insufficiente all'interno del mondo del lavoro’
"La crisi demografica è sempre più pervasiva ed evidente, soprattutto in Europa, ma in particolare in Italia. La popolazione anziana, infatti, aumenta pressoché ovunque, perché siamo sempre più longevi, ma in Italia, in particolare - e questo è ciò che porta da transizione a crisi demografica - le nuove generazioni sono meno presenti; pertanto, il ricambio generazionale risulta insufficiente all'interno del mondo del lavoro. Ciò genera un impatto importante sull’economia, poiché vi sono sempre meno persone all’interno del mondo del lavoro a fronte di una popolazione anziana in aumento”. Sono le parole di Alessandro Rosina, Professore di Demografia e Direttore Lsa, Università Cattolica di Milano, partecipando al panel ‘Generazioni che mancano: le conseguenze demografiche sul futuro dell'Italia e l'impatto sul settore immobiliare’, in occasione dei Real Estate Awards 2026, l’evento che celebra talento, innovazione ed eccellenza nel settore. A sostenere l’edizione di quest’anno in qualità di Title Sponsor è idealista, portale immobiliare N.1 in Italia.
All’interno del panorama lavorativo e professionale, infatti, continua Rosina "a mancare non è solo la figura dell’ingegnere, ma anche quella dell’infermiere e di tutto il personale che si occupa del sistema welfare sul territorio, soprattutto in alcune aree del Paese, dove le opportunità dei giovani sono più carenti. Di conseguenza, tutto ciò ha un impatto anche all’interno del mercato immobiliare, legato alle diverse esigenze che cambiano nel corso della vita - spiega - Ci sono, infatti, le esigenze della popolazione anziana, in aumento, che si trova in condizioni di solitudine o con abitazioni non più idonee, ma ci sono anche giovani che hanno bisogno di rendersi autonomi rispetto alla famiglia d'origine, non rinviando, quindi, continuamente le loro scelte di vivere da soli o in coppia, o di formare una famiglia".
"Questo tipo di esigenze" nel corso del tempo "possono cambiare nuovamente, anche dopo aver formato una famiglia, tornando a vivere come single, ad esempio, a causa dell'instabilità legata al rapporto di coppia. Pertanto, è necessario guardare al cambiamento demografico, soprattutto all'impatto che esso ha nelle fasi della vita delle persone, a come ciò muti le loro esigenze e a come metterle nelle condizioni di costruire una lunga vita attiva lavorativa e soddisfacente, che vada incontro a un senso di comunità e dell'abitare che sia di qualità e che si combini anche con la qualità dei servizi, sia all'interno del nucleo familiare, sia all'interno della società e del quartiere”, conclude Rosina.