Innovazione, alla Camera la lettera per una visione realistica dell’AI

Una schermata con le principali app di Ai generativa - (dpa via Zuma Press)
Una schermata con le principali app di Ai generativa - (dpa via Zuma Press)
16 giugno 2026 | 15.14
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“Stiamo bruciando una generazione. In università vedo dei tassi di bocciatura altissimi per una generazione che ha un grosso problema di delega ai sistemi di intelligenza artificiale”. Walter Quattrociocchi, il professore di Data Science della Sapienza di Roma che ha introdotto il concetto di epistemia (l’illusione di conoscenza legata all'uso di Llm) riassume così le conseguenze negative che i modelli Ai stanno creando nei loro utenti, studenti compresi. Per questo Quattrociocchi ha presentato alla Camera dei deputati, con il professore di Tor Vergata Enrico Nardelli, la lettera aperta ‘Per una visione realistica dell’intelligenza artificiale’ che ha raggiunto 310 firme (con tanti esponenti del mondo accademico italiano) dalle quaranta iniziali.

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Scopo della lettera è riportare il dibattito pubblico su una domanda che spesso viene saltata a piè pari quando si utilizza un llm: che cosa sono davvero questi sistemi e cosa possiamo ragionevolmente aspettarci da loro? I firmatari insistono da mesi per la pulizia del discorso sull’Ai da ogni sorta di attribuzione salvifica o addirittura magica, tra Ai che ‘pensano’ o che sviluppano un’anima. Gli llm sono sistemi statistici, che restituiscono l’output più probabile in base all’input che l’utente ha fornito, spiegano i professori davanti ai partecipanti, tra cui Anna Ascani, Vicepresidente della Camera dei deputati, e il deputato Andrea Mascaretti di Fratelli d’Italia.

“Negli ultimi anni, le tecnologie informatiche comunemente note come intelligenza artificiale sono entrate con forza nel dibattito pubblico, con l’arrivo e la diffusione esplosiva dei sistemi generativi. Si parla di rivoluzione, di macchine che “pensano”, di coscienza artificiale, di sostituzione delle persone. In questo contesto, riteniamo necessario riportare la discussione su basi chiare e realistiche”, si legge nella lettera. Ormai la questione ha assunto una rilevanza europea, spiega Quattrociocchi, che nelle scorse settimane è entrato a far parte nel Panel scientifico sulla intelligenza artificiale della Commissione Europea. Il Panel supporterà l’AI Office e le autorità nazionali nell'attuazione e nell'applicazione della legge.

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